Non si prenda a pretesto un tragico evento per additare e colpire i servitori dello Stato
La tragica morte di Abderrahim Fakir, avvenuta a Bologna durante un intervento delle Forze di Polizia, impone anzitutto un sentimento di profondo rispetto umano e di sincera vicinanza ai suoi familiari, ai quali rivolgiamo il nostro cordoglio.
Proprio perché si tratta della perdita di una vita umana, è doveroso pretendere che ogni circostanza venga accertata con il massimo rigore, nella piena fiducia nell’operato della Magistratura, chiamata a ricostruire con precisione fatti, responsabilità ed eventuali profili di rilievo penale.
Allo stesso tempo, però, riteniamo altrettanto doveroso richiamare tutti a un principio fondamentale dello Stato di diritto: nessuno può essere condannato sulla base di immagini parziali, emozioni del momento o ricostruzioni mediatiche che precedano gli accertamenti giudiziari.
Trasformare un episodio ancora oggetto di indagine in un processo sommario contro le Forze di Polizia significa alimentare una pericolosa delegittimazione di donne e uomini che ogni giorno operano in contesti estremamente complessi, spesso mettendo a rischio la propria incolumità per garantire la sicurezza dei cittadini.
Il rispetto dovuto alla vittima non può e non deve tradursi nella criminalizzazione preventiva di chi indossa una divisa. Ogni eventuale responsabilità, se accertata, è e resta personale. Non può mai diventare il pretesto per colpire indistintamente un’intera Istituzione che rappresenta uno dei pilastri della democrazia e dello Stato.
Come organizzazione sindacale delle Forze di Polizia, ribadiamo un principio che non ammette deroghe: pretendiamo trasparenza, pretendiamo verità, pretendiamo giustizia. Ma pretendiamo anche equilibrio, senso delle istituzioni e rispetto delle garanzie costituzionali che devono valere per tutti, cittadini e operatori di polizia.
La ricerca della verità non ha bisogno di slogan né di contrapposizioni ideologiche. Ha bisogno di indagini serie, di prove e del lavoro della Magistratura.
Ogni altra strada rischia soltanto di alimentare tensioni sociali, indebolire il rapporto di fiducia tra cittadini e Istituzioni e compromettere quella serenità operativa indispensabile affinché le Forze di Polizia possano continuare a svolgere il proprio delicato servizio nell’interesse dell’intera collettività.
Eliseo Taverna
Segretario Generale SIAF – Sindacato Italiano Autonomo Finanzieri
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