L’integrazione del personale femminile nella Guardia di Finanza, come in altre realtà consimili, rappresenta un successo e una risorsa inestimabile per la crescita e la valorizzazione del Corpo nel suo complesso.
Tuttavia, il percorso verso la piena e perfetta inclusione richiede una costante attenzione all’armonizzazione tra le esigenze logistiche ereditate dal passato e la realtà odierna, specie in particolari condizioni e contesti professionali.
Il Sindacato Italiano Autonomo Finanzieri – Area Parità, Tutela della Salute e Sicurezza sul Lavoro, con la presente intende sottoporre all’attenzione dell’Amministrazione una riflessione concernente alcune dinamiche che, seppur prive di intento discriminatorio, possono produrre effetti in contrasto con i principi di reale parità di opportunità sanciti dall’ordinamento. In particolare, si evidenziano situazioni riscontrate nel contingente di mare (la Guardia di Finanza è l’unica Polizia del mare italiana), ove talune decisioni di assegnazione o di rimozione da incarichi – quali lo sbarco di personale femminile da unità navali d’altura – risultano motivate dalla necessità di gestire la sistemazione nelle cabine d’equipaggio binarie. La presenza di un’unica Collega di sesso femminile ha, in taluni casi, determinato la configurazione di un “posto non occupato” o la percezione di una inadeguatezza logistica, con conseguente incidenza sull’effettivo godimento del diritto alla parità di trattamento e di accesso alle medesime opportunità professionali.
È chiaro che l’intento dell’Amministrazione non è quello di penalizzare il personale ma di gestire con senso pratico le risorse e gli spazi limitati a bordo. Riconosciamo le sfide poste dalla riconfigurazione di mezzi e strutture originariamente concepiti per equipaggi monogenere. Tuttavia,
è proprio in questi contesti che la logica professionale, dell’efficienza piena della Comunità navigante e della meritocrazia dovrebbe prevalere su quella logistica.
Le decisioni di impiego devono basarsi esclusivamente sul merito, sulla qualifica e sulla necessità di servizio del Collega, uomo o donna che sia. La “disattivazione” di personale qualificato, motivata verosimilmente dal suo genere, costituisce un precedente idoneo a compromettere i principi di eguaglianza sostanziale e di parità di trattamento. Tale condotta, infatti, potrebbe trasmettere l’idea che la presenza femminile rappresenti un aggravio logistico anziché un elemento di arricchimento professionale e di reale parità per il Corpo.
Al contempo, essa determina una restrizione ingiustificata delle opportunità professionali, impedendo al personale di sesso femminile di acquisire l’esperienza necessaria in contesti strategici e incidendo negativamente sulla loro progressione di carriera e sulla piena valorizzazione delle competenze.
Il nostro ruolo non è solo quello di evidenziare le criticità, ma anche di collaborare alla ricerca di soluzioni pratiche e distensive, superando preoccupazioni prive di fondati motivi di esistenza sulla “convivenza” professionale tra generi diversi. A tal fine (salvo motivate smentite), si sottolinea che nessuna disposizione interna vieta o semplicemente sconsiglia l’uso “promiscuo” alternato degli alloggi di bordo (uomini, donne), specialmente in considerazione degli intuitivi vincoli logistici e di spazio a disposizione.
Chiediamo all’Amministrazione di valutare l’emissione di linee guida chiare che stabiliscano il principio secondo cui la gestione delle cabine o degli alloggiamenti non può mai costituire un motivo valido per l’esclusione di personale qualificato dai servizi. Inoltre, incoraggiamo
l’Amministrazione a studiare e implementare, dove necessario, soluzioni logistiche flessibili e innovative (ad esempio, l’uso temporaneo di cabine singole, l’adattamento degli spazi o il ricorso a soluzioni abitative promiscue alternate, in assenza di precetti contrari) che garantiscano il rispetto della dignità individuale, contribuendo al benessere del personale e alla piena valorizzazione della meritocrazia.
Lavorare insieme per un’Amministrazione in cui ogni militare può esprimere il proprio potenziale, libero da vincoli di genere e supportato da una logistica intelligente e inclusiva, è l’obiettivo che ci proponiamo di raggiungere.
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