Acqua minerale al personale aeronavigante: il SIAF segnala applicazioni disomogenee
Garantire un’applicazione uniforme delle disposizioni sulla somministrazione dell’acqua minerale al personale aeronavigante della Guardia di Finanza, superando le differenze che sembrerebbero essersi determinate tra diversi reparti del Corpo.
È quanto chiede il SIAF – Sindacato Italiano Autonomo Finanzieri con una nota indirizzata al Comando Generale della Guardia di Finanza – VI Reparto Affari Giuridici e Legislativi, Ufficio Relazioni con le Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari, a seguito delle numerose segnalazioni ricevute da personale iscritto e non iscritto.
Al centro dell’intervento sindacale c’è l’applicazione del D.M. 10 luglio 2025 del Ministro dell’Economia e delle Finanze e, in particolare, della nota tecnica allegata al provvedimento relativa alla somministrazione di acqua minerale.
Un litro al giorno e il criterio dell’effettiva presenza
Il decreto ha aggiornato, per il personale della Guardia di Finanza, i controvalori in denaro delle voci che compongono il trattamento alimentare, la composizione dei generi di conforto e le modalità di fornitura del servizio di vettovagliamento.
La nota tecnica allegata disciplina anche la somministrazione dell’acqua minerale, prevedendo un litro pro capite giornaliero per il personale imbarcato su navi e velivoli militari sprovvisti di serbatoi di acqua potabile oppure dotati di serbatoi insufficienti o non idonei alla conservazione dell’acqua destinata al consumo umano, per i giorni di effettiva presenza.
È proprio sull’interpretazione di quest’ultimo requisito che il SIAF evidenzia una possibile criticità applicativa.
Trattamenti differenti tra i reparti
Secondo le segnalazioni pervenute al Sindacato, sembrerebbero infatti essersi determinate situazioni differenti.
In alcuni casi la fornitura di acqua minerale sarebbe riconosciuta al personale aeronavigante esclusivamente nelle giornate in cui viene effettivamente svolta attività di volo o di navigazione. In altri reparti, invece, la somministrazione verrebbe garantita nei giorni di effettiva presenza del personale, indipendentemente dallo svolgimento della specifica attività operativa.
Una differenza che il SIAF ritiene necessario superare attraverso un’applicazione omogenea della disposizione sull’intero territorio nazionale.
Il SIAF: la disposizione parla di “effettiva presenza”
Nella propria nota, il Sindacato evidenzia infatti come il testo della disposizione non sembrerebbe subordinare tassativamente la somministrazione dell’acqua allo svolgimento dell’attività di volo o navigazione nella singola giornata.
Il riferimento utilizzato è invece quello dell’“effettiva presenza” del personale.
Per il SIAF questo elemento assume particolare importanza anche alla luce della finalità della disposizione: garantire un’adeguata idratazione al personale che opera a bordo di velivoli e imbarcazioni privi di riserve idriche potabili adeguate, contribuendo così alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Un’esigenza che, secondo quanto rappresentato dal Sindacato, non viene meno quando il personale aeronavigante, pur non effettuando in quella specifica giornata attività di volo, risulta comunque effettivamente presente in servizio presso il reparto di volo o a bordo dell’unità interessata, permanendo la condizione di assenza di acqua potabile.
La richiesta: una regola uguale per tutti
Il SIAF chiede pertanto che venga assicurata al personale interessato, su tutto il territorio nazionale, la piena, corretta e omogenea applicazione del D.M. 10 luglio 2025 e della relativa nota tecnica.
La richiesta è quella di garantire la somministrazione di un litro pro capite giornaliero di acqua minerale per tutti i giorni di effettiva presenza, indipendentemente dall’effettivo svolgimento dell’attività di volo o navigazione, secondo un criterio che risulterebbe già applicato a una parte del personale aeronavigante in forza presso altri reparti di volo e navigazione del Corpo.
La questione, pur riguardando un aspetto apparentemente semplice della quotidianità lavorativa, richiama principi importanti: uniformità nell’applicazione delle disposizioni, parità di trattamento e tutela delle condizioni di salute e sicurezza del personale.
L’obiettivo dell’intervento del SIAF è quindi ottenere un criterio applicativo chiaro e uniforme, affinché una medesima disposizione produca gli stessi effetti per tutto il personale interessato, indipendentemente dal reparto nel quale presta servizio.