Guida sicura Guardia di Finanza, SIAF propone corsi specialistici per ATPI, Nuclei Mobili e pattuglie

Sicurezza operativa, il SIAF propone nuovi percorsi di formazione per il personale della Guardia di Finanza

Investire nella preparazione professionale per rafforzare la sicurezza degli operatori, prevenire gli incidenti e migliorare l’efficacia degli interventi sul territorio.

È questo l’obiettivo della proposta avanzata dal SIAF – Sindacato Italiano Autonomo Finanzieri ai Comandanti Regionali della Guardia di Finanza del Veneto e del Trentino-Alto Adige, attraverso una nota del 19 ottobre 2026, firmata dal Segretario Interregionale Francesco Paolo Cocca e dal Segretario Generale Nazionale Eliseo Taverna.

Al centro dell’iniziativa vi è la possibilità di attivare corsi specialistici di guida sicura destinati al personale A.T.-P.I. (Antiterrorismo e Pronto Impiego), ai militari dei Nuclei Mobili e agli appartenenti ai Reparti territoriali quotidianamente impiegati nei servizi esterni, nel pattugliamento stradale e nelle attività connesse al servizio di pubblica utilità 117.

La proposta comprende anche ulteriori percorsi di aggiornamento professionale dedicati alla gestione delle situazioni operative più complesse.

Il modello dell’Umbria: formazione specialistica all’Autodromo di Magione

L’iniziativa prende spunto da un’esperienza recentemente avviata in Umbria, dove la Guardia di Finanza e l’Automobile Club Perugia hanno sviluppato, attraverso un protocollo d’intesa, un percorso formativo specialistico presso l’Autodromo di Magione.

L’attività, rivolta anche agli Allievi Finanzieri del corso A.T.-P.I., è finalizzata alla preparazione nella conduzione dei mezzi operativi, comprese le situazioni di emergenza.

Secondo il SIAF, questa esperienza rappresenta un modello che potrebbe essere valorizzato anche in Veneto e Trentino-Alto Adige, adattandolo alle caratteristiche territoriali e alle esigenze operative dei Reparti.

Veneto e Trentino-Alto Adige: due strutture per la formazione alla guida

La proposta sindacale individua anche alcune strutture specializzate presenti nei territori interessati.

In Veneto viene richiamata la Pista “Alle Cave” di Vittorio Veneto, in provincia di Treviso, dedicata alla formazione in materia di guida sicura.

Per il Trentino-Alto Adige viene invece indicato il Safety Park di Vadena, in provincia di Bolzano, dotato di spazi e strutture idonei allo svolgimento di attività formative e di addestramento alla guida.

L’eventuale coinvolgimento di queste realtà dovrebbe essere oggetto di una specifica valutazione da parte dell’Amministrazione, verificando le modalità di collaborazione, la fattibilità organizzativa e gli aspetti economici.

L’obiettivo non è replicare automaticamente un’esperienza già esistente, ma verificare la possibilità di costruire percorsi formativi adeguati alle esigenze del personale operativo.

Guida sicura: una necessità che riguarda anche Nuclei Mobili e Reparti territoriali

Uno degli aspetti centrali della proposta riguarda l’individuazione dei destinatari.

Il SIAF evidenzia che la formazione specialistica alla guida non dovrebbe essere riservata esclusivamente al personale A.T.-P.I., frequentemente chiamato a operare in condizioni di urgenza e in contesti di elevata complessità.

Anche i militari dei Nuclei Mobili e dei Reparti territoriali, infatti, affrontano quotidianamente i rischi della circolazione stradale durante lo svolgimento dei compiti istituzionali.

Il personale impegnato nei servizi esterni e nei turni di pattugliamento può essere chiamato a raggiungere rapidamente i luoghi di intervento, affrontando condizioni di traffico, viabilità e situazioni ambientali differenti.

Per questo il Sindacato propone un criterio basato sull’effettiva esposizione ai rischi connessi alla guida dei veicoli di servizio, anziché sulla sola appartenenza a una determinata specialità del Corpo.

Una scelta che permetterebbe di estendere la preparazione specialistica a una platea più ampia di operatori, tenendo conto delle concrete modalità di impiego.

Frenate d’emergenza, perdita di aderenza e controllo del veicolo

La formazione proposta dovrebbe privilegiare l’attività pratica, svolta in ambienti controllati e con il supporto di istruttori qualificati.

Tra le competenze che potrebbero essere sviluppate figurano:

  • La gestione del veicolo in situazioni di emergenza.
  • Il controllo del mezzo in condizioni di aderenza ridotta.
  • La corretta valutazione degli spazi di frenata.
  • La consapevolezza dei rischi legati alla guida operativa.

Si tratta di capacità che possono contribuire a migliorare la preparazione dei conducenti e a prevenire situazioni pericolose durante lo svolgimento dei servizi istituzionali.

L’obiettivo non è soltanto aumentare le competenze individuali, ma rafforzare la tutela dell’incolumità del conducente, dei colleghi trasportati e degli altri utenti della strada.

Formazione periodica e aggiornamento professionale

Il SIAF ritiene che la guida sicura debba essere considerata un investimento in termini di sicurezza, professionalità ed efficienza del servizio.

Per questo propone di valutare l’inserimento dei corsi in una programmazione periodica di aggiornamento, compatibilmente con le esigenze operative e organizzative dei Reparti.

La formazione, secondo l’impostazione sindacale, non dovrebbe esaurirsi in un’iniziativa isolata, ma inserirsi in un percorso di aggiornamento capace di accompagnare il personale durante la propria attività professionale.

Particolare attenzione dovrebbe essere riservata ai militari maggiormente esposti ai rischi della guida operativa, garantendo criteri di accesso coerenti con le funzioni concretamente svolte.

Non soltanto guida: ordine pubblico, de-escalation e primo soccorso

La proposta del SIAF si estende anche ad altri ambiti della preparazione operativa.

Il Sindacato ritiene opportuno valutare l’attivazione di ulteriori percorsi specialistici riguardanti:

Gestione dell’ordine pubblico. Preparazione del personale impiegato in occasione di manifestazioni ed eventi caratterizzati da elevata affluenza.

Comunicazione e de-escalation. Sviluppo di competenze per la gestione dei conflitti e la riduzione delle situazioni di tensione.

Autoprotezione. Rafforzamento delle conoscenze e delle capacità necessarie a tutelare l’incolumità degli operatori.

Primo soccorso operativo. Preparazione per affrontare situazioni nelle quali sia necessario prestare assistenza durante il servizio.

Gestione dello stress. Strumenti per affrontare condizioni operative caratterizzate da elevata pressione e complessità decisionale.

Secondo il SIAF, l’imprevedibilità di determinati contesti richiede una preparazione costantemente aggiornata, capace di migliorare la consapevolezza dei rischi, la capacità decisionale e la padronanza delle procedure.

Esercitazioni realistiche e percorsi specialistici

Per rendere realmente efficace l’aggiornamento professionale, il Sindacato propone di valutare lo sviluppo di un programma organico articolato in moduli specialistici.

Laddove possibile, i percorsi dovrebbero prevedere esercitazioni pratiche basate su scenari realistici, in coordinamento con le competenti articolazioni formative e operative della Guardia di Finanza.

La formazione dovrebbe essere differenziata in funzione delle attività concretamente svolte dal personale e delle esigenze dei Reparti interessati.

Un’impostazione che consentirebbe di coniugare preparazione teorica, esperienza pratica e capacità di risposta alle situazioni critiche.

La richiesta del SIAF: valutare una prima fase sperimentale

Nella parte conclusiva della nota, il SIAF chiede ai Comandanti Regionali del Veneto e del Trentino-Alto Adige di esaminare la fattibilità delle iniziative proposte.

In particolare, il Sindacato invita a verificare le possibili modalità di realizzazione dei corsi, le opportunità di collaborazione con le strutture specializzate presenti sul territorio e gli eventuali aspetti organizzativi ed economici.

Viene inoltre prospettata la possibilità di avviare una prima fase sperimentale, destinata non soltanto al personale A.T.-P.I., ma anche ai militari dei Nuclei Mobili e dei Reparti territoriali impiegati nei servizi esterni e nei turni di pattugliamento.

La sperimentazione potrebbe rappresentare un primo passaggio per valutare l’efficacia dei percorsi formativi e l’eventuale sviluppo di una programmazione più strutturata.

Investire nella formazione significa proteggere chi opera sul territorio

La proposta del SIAF si fonda su un principio preciso: la sicurezza degli operatori passa anche attraverso una preparazione professionale adeguata ai rischi concretamente affrontati durante il servizio.

La possibilità di gestire correttamente un veicolo in condizioni critiche, affrontare situazioni di tensione o intervenire con maggiore consapevolezza nei contesti complessi rappresenta un elemento importante per la tutela del personale.

Il Sindacato auspica quindi che l’iniziativa possa trovare favorevole accoglimento, contribuendo alla prevenzione degli incidenti, alla riduzione dei rischi connessi all’utilizzo dei mezzi di servizio e al miglioramento complessivo dell’efficienza operativa.

Investire nella formazione significa investire nella sicurezza dei finanzieri, dei colleghi che operano al loro fianco e dei cittadini.

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