Mobilità Guardia di Finanza, SIAF chiede coordinamento tra trasferimenti, nuove assegnazioni ed esigenze familiari

Trasferimenti e nuove assegnazioni: il SIAF scrive al Comando Generale per una programmazione più equilibrata

Da una parte i finanzieri che attendono da anni la possibilità di avvicinarsi alle proprie famiglie. Dall’altra, le nuove assegnazioni di personale proveniente dagli Istituti di Istruzione, destinate ad alimentare gli organici dei Reparti della Guardia di Finanza.

Due procedure differenti, entrambe necessarie al funzionamento del Corpo, ma che secondo il SIAF – Sindacato Italiano Autonomo Finanzieri dovrebbero essere maggiormente coordinate per contemperare le esigenze dell’Amministrazione con le legittime aspettative professionali e familiari del personale.

È questo il tema della nota trasmessa il 29 ottobre 2026 al Comando Generale della Guardia di Finanza, VI Reparto – Affari Giuridici e Legislativi, sottoscritta dal Segretario Generale Nazionale Eliseo Taverna.

L’iniziativa nasce dalle difficoltà segnalate da numerosi appartenenti al Corpo che, nonostante lunghi periodi di servizio lontano dai propri territori d’origine, incontrano ostacoli significativi nel raggiungere le sedi desiderate.

Il problema dei trasferimenti: anni lontano dagli affetti e pochi posti disponibili

La mobilità rappresenta uno degli aspetti più delicati della vita professionale dei finanzieri.

Per molti appartenenti alla Guardia di Finanza, ottenere un trasferimento significa poter ricostruire una quotidianità familiare, ridurre le distanze dagli affetti e superare difficoltà logistiche ed economiche legate alla permanenza in sedi lontane.

La nota del SIAF richiama in particolare la ridotta disponibilità di posti prevista nei periodici Piani nazionali degli impieghi.

Questa limitazione può rendere particolarmente complesso il trasferimento verso determinate destinazioni, anche per personale che abbia già maturato numerosi anni di permanenza fuori dal proprio contesto familiare.

Il Sindacato non mette in discussione la necessità di garantire la funzionalità dei Reparti, ma chiede che le aspettative di mobilità del personale già in servizio vengano considerate in modo più organico nella programmazione delle risorse umane.

Il caso Puglia: il confronto tra i provvedimenti del 2026

Per evidenziare la questione, il SIAF richiama tre provvedimenti adottati nel corso del 2026, utilizzando la Puglia come esempio concreto.

La determinazione n. 25674 del 27 gennaio 2026, relativa al Piano nazionale degli impieghi «per bandi», prevedeva per la regione:

  • 24 posti destinati agli ispettori del contingente ordinario non specializzato;
  • 5 posti per il comparto A.T.P.I.

Successivamente, la determinazione n. 0219946/2026 dell’11 luglio 2026 ha previsto l’assegnazione di 10 neo-finanzieri A.T.P.I. nella stessa regione, distribuiti tra le province di Bari e Foggia.

Infine, la determinazione n. 0321532/2026 del 23 ottobre 2026, relativa alle assegnazioni dei neo-ispettori con decorrenza 28 ottobre, ha contemplato 64 unità destinate alla Puglia.

Si tratta di numeri riferiti a ruoli, contingenti e procedure differenti, che non possono essere considerati direttamente equivalenti.

Tuttavia, secondo il SIAF, il confronto pone un interrogativo meritevole di approfondimento: in quale misura le esigenze organiche che consentono nuove assegnazioni vengono coordinate con le richieste di trasferimento del personale già in servizio?

Trasferimenti respinti e nuove assegnazioni: serve maggiore coordinamento

La nota richiama anche un ulteriore elemento.

Il provvedimento relativo agli esiti del Piano nazionale degli impieghi «per bandi» 2026 contempla, all’articolo 2, istanze di trasferimento non accolte per esigenze organizzative e di servizio.

Il SIAF ritiene opportuno comprendere se e in quale misura tali esigenze siano state successivamente considerate nella pianificazione dei nuovi flussi di personale.

Il problema non è stabilire un automatismo tra disponibilità di posti e accoglimento delle domande, ma verificare la coerenza complessiva delle scelte di programmazione.

Le assegnazioni iniziali e i trasferimenti a domanda rispondono infatti a presupposti differenti e devono tenere conto delle dotazioni organiche, dei profili professionali e delle esigenze operative.

Proprio per questo, secondo il Sindacato, sarebbe utile una valutazione integrata delle procedure, capace di individuare eventuali margini per valorizzare anche le richieste di mobilità rimaste insoddisfatte.

Anche i trasferimenti tra province della stessa regione presentano criticità

L’intervento sindacale non riguarda esclusivamente i trasferimenti tra regioni differenti.

Il SIAF richiama anche le difficoltà che talvolta vengono rappresentate dal personale che desidera spostarsi tra province appartenenti alla medesima regione.

In alcuni casi, infatti, i militari già in servizio incontrerebbero ostacoli nella ricollocazione territoriale, mentre personale di nuova assegnazione può essere destinato direttamente alle stesse realtà geografiche.

Una circostanza che, secondo il Sindacato, merita attenzione nella definizione dei criteri di impiego.

La richiesta è quella di valutare una maggiore considerazione dell’anzianità di permanenza nelle sedi e delle esigenze di ricongiungimento familiare, sempre compatibilmente con le prioritarie necessità istituzionali.

Nuovi finanzieri e neo-ispettori: attenzione anche ai Reparti territoriali

La comunicazione affronta inoltre un’altra questione: la distribuzione del personale proveniente dagli Istituti di Istruzione.

Secondo quanto rappresentato dal SIAF, le nuove risorse risulterebbero prevalentemente indirizzate verso i Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria, a discapito dei Reparti territoriali.

Questi ultimi sono quotidianamente impegnati nel garantire una presenza capillare sul territorio e nel fronteggiare carichi di servizio particolarmente gravosi.

Il Sindacato segnala che le carenze di personale possono incidere direttamente sulla sostenibilità delle attività e sull’efficienza complessiva del servizio.

Per questo ritiene necessario che i criteri di mobilità e di prima assegnazione tengano conto anche delle effettive esigenze operative dei singoli Reparti.

L’obiettivo è evitare che la concentrazione delle nuove risorse in determinati comparti finisca per accentuare le difficoltà organizzative delle articolazioni territoriali.

Le quattro richieste del SIAF al Comando Generale

Alla luce delle criticità rappresentate, il Sindacato formula quattro proposte di approfondimento e valutazione.

1. Coordinare meglio mobilità interna e nuove assegnazioni.

Il SIAF chiede un approfondimento dei criteri utilizzati nella programmazione dei posti disponibili per i trasferimenti e nelle successive assegnazioni iniziali.

A questo scopo propone anche l’utilizzo di dati aggregati, distinti per ruolo, contingente e ambito territoriale.

2. Considerare le domande di trasferimento non accolte.

Nella pianificazione dei nuovi flussi di personale, il Sindacato chiede di valutare anche le istanze rimaste insoddisfatte nelle precedenti procedure, verificandone la compatibilità con le sopravvenute esigenze organiche e operative.

3. Valorizzare anzianità di sede e ricongiungimento familiare.

La proposta prevede una maggiore considerazione degli anni di permanenza nelle sedi e delle esigenze di avvicinamento al contesto familiare, anche nei trasferimenti tra province della stessa regione.

Tale valutazione dovrebbe comunque rispettare le prioritarie esigenze istituzionali.

4. Distribuire più equamente le risorse tra i Reparti.

Il SIAF chiede criteri di programmazione capaci di tenere conto delle carenze organiche, dei carichi di lavoro e della sostenibilità del servizio nel tempo.

Particolare attenzione viene richiesta per i Reparti territoriali, che potrebbero risentire di una distribuzione non equilibrata delle nuove risorse.

Nessuna richiesta di automatismi, ma maggiore trasparenza

La nota sindacale chiarisce espressamente che l’iniziativa non intende interferire con le prerogative dell’Amministrazione né rivendicare automatismi nelle procedure di mobilità.

Il SIAF riconosce che le determinazioni d’impiego devono necessariamente contemperare esigenze operative, dotazioni organiche, profili professionali ed efficienza complessiva del dispositivo territoriale.

La richiesta riguarda invece la possibilità di rendere la programmazione più integrata, attraverso criteri che consentano di considerare anche le aspettative del personale.

Una maggiore trasparenza nei processi decisionali potrebbe contribuire a rafforzare la percezione di equità e a migliorare il rapporto di fiducia tra i finanzieri e l’Amministrazione.

La mobilità incide sulla vita delle persone, non soltanto sugli organici

Dietro una domanda di trasferimento non ci sono soltanto esigenze professionali.

Ci sono famiglie che vivono separate, genitori che affrontano lunghi spostamenti per trascorrere del tempo con i figli, coniugi costretti a organizzare la propria quotidianità a distanza e militari che attendono da anni la possibilità di avvicinarsi ai propri affetti.

Il SIAF richiama l’attenzione proprio su questa dimensione umana della mobilità.

Una programmazione più coordinata delle assegnazioni e dei trasferimenti potrebbe contribuire a conciliare meglio le necessità operative dei Reparti con le esigenze personali e familiari degli appartenenti al Corpo.

La tutela del personale e l’efficienza del servizio, in questa prospettiva, non rappresentano obiettivi contrapposti.

SIAF: coniugare efficienza operativa e attenzione alle famiglie

Nella parte conclusiva della comunicazione, il Sindacato auspica un riscontro del Comando Generale sulle valutazioni e sulle eventuali iniziative che si riterrà opportuno intraprendere.

L’obiettivo è promuovere una riflessione costruttiva su una materia che incide direttamente sulle condizioni di vita e di lavoro del personale.

Per il SIAF, una maggiore integrazione tra mobilità interna e assegnazioni iniziali potrebbe favorire una distribuzione più equilibrata delle risorse, migliorare la sostenibilità dei carichi operativi e valorizzare le legittime aspettative dei finanzieri.

Programmare gli organici significa organizzare il servizio, ma anche considerare le persone che ogni giorno lo garantiscono.

Una Guardia di Finanza efficiente deve poter contare su personale adeguatamente distribuito, professionalmente valorizzato e messo nelle condizioni di conciliare, per quanto possibile, gli impegni istituzionali con la propria vita familiare.

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