Protocollo Entrate-Carabinieri, USIF SILF SIAF accolgono positivamente notizie sullo stop e chiedono tutela delle competenze

Dopo la presa di posizione congiunta dei sindacati della Guardia di Finanza, emergono notizie sulla sospensione dell’intesa. USIF, SILF e SIAF: il confronto istituzionale è fondamentale.

ROMA, 30 ottobre 2026 – Le organizzazioni sindacali USIF, SILF e SIAF prendono atto positivamente delle notizie diffuse dalla stampa relative allo stop al protocollo d’intesa tra l’Agenzia delle Entrate e l’Arma dei Carabinieri, che sarebbe stato disposto dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti.

La notizia giunge a poche ore dalla posizione congiunta assunta dalle tre organizzazioni, che avevano richiamato l’attenzione del Governo sul rischio di sovrapposizioni nelle attività economico-finanziarie e sulla necessità di salvaguardare le attribuzioni istituzionali della Guardia di Finanza.

In attesa di conferme ufficiali, i sindacati sottolineano l’importanza del confronto tra rappresentanze del personale, Amministrazioni e parte politica, ribadendo che la collaborazione istituzionale deve svilupparsi nel rispetto delle competenze e delle professionalità di ciascun Corpo.

Il protocollo tra Agenzia delle Entrate e Carabinieri e le preoccupazioni dei sindacati

La vicenda riguarda il protocollo d’intesa sottoscritto tra l’Agenzia delle Entrate e l’Arma dei Carabinieri, sul quale USIF, SILF e SIAF avevano già espresso una posizione congiunta.

Le organizzazioni sindacali avevano evidenziato le possibili criticità dell’iniziativa, richiamando l’attenzione sul rischio che determinate attività potessero generare sovrapposizioni operative rispetto alle competenze proprie della Guardia di Finanza.

Al centro delle osservazioni sindacali vi è la necessità di salvaguardare la specificità professionale delle Fiamme Gialle, valorizzando il patrimonio di conoscenze ed esperienze maturato quotidianamente dal personale.

La tutela delle attribuzioni istituzionali non viene presentata come una contrapposizione verso altre Forze di polizia, ma come una condizione necessaria per garantire un sistema di controllo economico-finanziario efficace e coordinato.

Le notizie sullo stop all’intesa: attese conferme ufficiali

Secondo quanto riportato dagli organi di stampa e richiamato nel comunicato congiunto, il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, avrebbe disposto lo stop al protocollo.

Una notizia che le tre organizzazioni accolgono positivamente, pur mantenendo la necessaria prudenza in assenza di conferme ufficiali.

Il comunicato sindacale non presenta quindi la sospensione come un provvedimento formalmente accertato, ma come una notizia di stampa della quale USIF, SILF e SIAF prendono atto.

La distinzione è importante: l’eventuale arresto dell’intesa e le sue modalità dovranno essere chiariti nelle competenti sedi istituzionali.

Per le organizzazioni sindacali, la vicenda rappresenta comunque un’occasione per ribadire il valore del dialogo e dell’ascolto delle rappresentanze del personale.

Guardia di Finanza: tutelare le competenze nel contrasto all’evasione fiscale

USIF, SILF e SIAF ribadiscono che il contrasto all’evasione fiscale, nell’ambito delle funzioni di polizia, costituisce una competenza istituzionale propria della Guardia di Finanza.

Il Corpo rappresenta un presidio fondamentale nella tutela degli interessi economici e finanziari del Paese.

Le competenze specialistiche sviluppate dalle donne e dagli uomini delle Fiamme Gialle costituiscono un patrimonio professionale che, secondo le tre organizzazioni, deve essere riconosciuto e valorizzato.

La collaborazione tra istituzioni resta essenziale, ma non può tradursi in sovrapposizioni organizzative o mettere in discussione le specificità professionali dei diversi Corpi.

Chiarezza delle attribuzioni, coordinamento e rispetto delle competenze rappresentano quindi i principi sui quali costruire un’efficace azione di contrasto all’illegalità economico-finanziaria.

Il valore del confronto tra sindacati, Amministrazioni e Governo

Uno degli aspetti centrali del comunicato riguarda il ruolo delle organizzazioni sindacali nei processi di confronto istituzionale.

Secondo USIF, SILF e SIAF, il dialogo tra le rappresentanze del personale, le Amministrazioni e la parte politica costituisce uno strumento essenziale per individuare tempestivamente le criticità, prevenire errori e contribuire all’adozione di decisioni più efficaci.

Il confronto non deve essere interpretato come un ostacolo all’azione amministrativa, ma come un’opportunità per migliorarne la qualità.

Le organizzazioni sindacali rappresentano infatti un punto di osservazione privilegiato sulle condizioni professionali del personale e sulle conseguenze che determinate scelte possono produrre nell’organizzazione dei servizi.

Quando le osservazioni vengono ascoltate e valutate, il dialogo può generare benefici non soltanto per i lavoratori in uniforme, ma anche per le istituzioni e per l’intera collettività.

Nessuna contrapposizione tra Forze di polizia

Le tre organizzazioni sindacali chiariscono di non voler alimentare rivalità o contrapposizioni tra le diverse Forze di polizia.

La collaborazione istituzionale rappresenta un valore da preservare e rafforzare.

Tale collaborazione, tuttavia, deve poggiare su presupposti chiari: rispetto delle rispettive attribuzioni, riconoscimento delle specificità professionali e corretta definizione dei ruoli.

L’obiettivo condiviso è contribuire a un sistema di contrasto all’evasione fiscale sempre più efficace, coordinato e rispettoso delle prerogative istituzionali.

La tutela delle competenze della Guardia di Finanza viene quindi inserita in una prospettiva più ampia, che riguarda l’efficienza delle istituzioni e la qualità del servizio reso al Paese.

Tutelare la dignità professionale dei finanzieri

La posizione espressa da USIF, SILF e SIAF pone al centro anche la dignità professionale delle donne e degli uomini della Guardia di Finanza.

Le competenze acquisite attraverso la formazione e l’esperienza operativa costituiscono una componente essenziale dell’identità del Corpo.

Difendere questo patrimonio significa riconoscere il valore del lavoro quotidiano svolto dai finanzieri e garantire che le loro professionalità non vengano indebolite da eventuali sovrapposizioni organizzative.

La rappresentanza sindacale assume così una funzione che va oltre la tutela delle condizioni di impiego, interessando anche il riconoscimento delle competenze e la valorizzazione del ruolo istituzionale del personale.

Non una vittoria sindacale, ma un metodo di lavoro

Nella parte conclusiva del comunicato, USIF, SILF e SIAF esprimono con chiarezza il significato della propria posizione.

Le organizzazioni non intendono rivendicare una vittoria, ma affermare un metodo fondato sull’ascolto, sul confronto e sull’assunzione di decisioni rispettose delle competenze.

È un messaggio che supera la singola vicenda del protocollo tra Agenzia delle Entrate e Carabinieri.

Per i sindacati, un sistema istituzionale capace di valorizzare il dialogo con le rappresentanze del personale può individuare soluzioni più equilibrate, prevenire criticità organizzative e rafforzare la fiducia tra lavoratori e Amministrazioni.

La vicenda richiama quindi l’importanza di relazioni istituzionali improntate alla collaborazione e alla responsabilità.

USIF, SILF e SIAF: ascolto e rispetto delle professionalità per rafforzare le istituzioni

Il comunicato congiunto del 30 ottobre 2026, sottoscritto da Vincenzo Piscozzo per USIF, Francesco Zavattolo per SILF ed Eliseo Taverna per SIAF, ribadisce la volontà delle tre organizzazioni di proseguire nella tutela dei finanzieri e nella difesa delle prerogative istituzionali della Guardia di Finanza.

In attesa di conoscere gli sviluppi ufficiali relativi al protocollo, il messaggio sindacale resta orientato al dialogo e alla ricerca di soluzioni condivise.

L’obiettivo non è contrapporre istituzioni, ma rafforzare un modello di collaborazione che riconosca le professionalità di ciascun Corpo e garantisca chiarezza nelle rispettive attribuzioni.

Ascoltare, confrontarsi e decidere nel rispetto delle competenze: è questa la strada indicata da USIF, SILF e SIAF per tutelare il personale, rafforzare le istituzioni e servire concretamente il Paese.

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