USIF, SILF e SIAF scrivono alla Presidente del Consiglio Meloni e al Ministro Giorgetti: al centro l’identità istituzionale della Guardia di Finanza
Una richiesta di chiarezza istituzionale e di tutela delle competenze della Guardia di Finanza, accompagnata dalla preoccupazione per possibili sovrapposizioni nelle attività di polizia economico-finanziaria.
È questo il contenuto della lettera congiunta inviata il 29 ottobre 2026 da USIF, SILF e SIAF, le tre organizzazioni sindacali della Guardia di Finanza firmatarie della comunicazione, alla Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni e al Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti.
Al centro dell’iniziativa vi è il recente protocollo d’intesa quinquennale sottoscritto tra l’Arma dei Carabinieri e l’Agenzia delle Entrate, che prevede attività di formazione, studio e ricerca in ambito economico-finanziario.
Le organizzazioni sindacali chiedono al Governo di verificare attentamente i contenuti dell’accordo e di riaffermare il ruolo della Guardia di Finanza quale Corpo di polizia a competenza generale in materia economico-finanziaria.
Il protocollo tra Carabinieri e Agenzia delle Entrate
L’iniziativa sindacale nasce dalla notizia della sottoscrizione di un protocollo d’intesa della durata di cinque anni tra l’Arma dei Carabinieri e l’Agenzia delle Entrate.
Secondo quanto richiamato nella lettera, l’accordo prevede lo scambio di docenze e l’attivazione di moduli formativi congiunti su materie quali:
– Analisi di mercato.
– Controlli immobiliari.
– Tecniche investigative in materia economico-finanziaria.
La notizia ha suscitato, secondo le tre organizzazioni, un sentimento di amarezza e una seria preoccupazione tra gli appartenenti alla Guardia di Finanza.
Il timore espresso non riguarda la collaborazione istituzionale in sé, ma le possibili conseguenze che iniziative di questo genere potrebbero avere sulla chiarezza delle attribuzioni e sull’identità professionale del Corpo.
È importante distinguere, tuttavia, tra le attività formative previste dall’accordo e un eventuale trasferimento di competenze operative: la lettera sindacale sollecita proprio una verifica dei contenuti del protocollo per accertare l’eventuale presenza di sovrapposizioni.
Nessuna contrapposizione tra Corpi, ma rispetto delle attribuzioni
USIF, SILF e SIAF chiariscono espressamente che la loro iniziativa non nasce da rivalità tra Forze di polizia né da ostilità verso altre istituzioni.
La collaborazione tra Corpi rappresenta infatti una componente essenziale delle attività di sicurezza e di tutela della legalità.
La questione sollevata riguarda invece il rischio che iniziative non adeguatamente coordinate possano generare duplicazioni di funzioni, sovrapposizioni organizzative e confusione nelle rispettive attribuzioni.
Secondo le organizzazioni sindacali, la specializzazione maturata dalla Guardia di Finanza costituisce un patrimonio professionale che deve essere valorizzato e preservato.
La richiesta, dunque, non è limitare la cooperazione istituzionale, ma garantire che essa si sviluppi nel rispetto del quadro normativo e delle competenze assegnate ai diversi Corpi.
Guardia di Finanza: una missione specifica nella tutela economico-finanziaria
La lettera richiama il ruolo storico e istituzionale della Guardia di Finanza nella protezione degli interessi economici e finanziari dello Stato e dell’Unione Europea.
Un’attività che comprende funzioni tecniche e investigative particolarmente complesse e che richiede preparazione specialistica, esperienza operativa e conoscenza dei fenomeni economici.
Le tre organizzazioni ricordano che il Corpo, pur appartenendo al comparto Difesa e Sicurezza, svolge una missione caratterizzata dalla tutela economico-finanziaria, sotto la linea di indirizzo del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
È proprio questa specializzazione a costituire, secondo i sindacati firmatari, un elemento centrale dell’identità istituzionale delle Fiamme Gialle.
Una professionalità costruita attraverso percorsi formativi, attività investigative e un’esperienza maturata sul territorio nazionale e nei contesti di cooperazione internazionale.
Il Decreto Legislativo 68 del 2001 e le competenze economico-finanziarie
Uno dei riferimenti normativi fondamentali richiamati nella comunicazione è il Decreto Legislativo n. 68 del 2001.
Il provvedimento ha definito e rafforzato il ruolo della Guardia di Finanza quale Forza di polizia a competenza generale in materia economica e finanziaria.
Per USIF, SILF e SIAF, tale attribuzione rappresenta un elemento fondamentale dell’assetto istituzionale italiano, che deve essere preservato anche nell’evoluzione delle forme di collaborazione tra Amministrazioni.
Il Sindacato richiama la necessità di evitare duplicazioni che potrebbero determinare dispersione di risorse, sovrapposizioni di attività e incertezze organizzative.
L’obiettivo è garantire che l’esercizio delle funzioni economico-finanziarie rimanga coerente con le attribuzioni stabilite dal legislatore.
Il precedente della sicurezza del mare (Polizia del mare)
La lettera richiama anche il Decreto Legislativo n. 177 del 2016, che ha attribuito alla Guardia di Finanza specifiche responsabilità nel comparto della sicurezza del mare, prevedendo il trasferimento di mezzi e unità navali dalle altre Forze di polizia.
Secondo le organizzazioni sindacali, quel riordino rappresenta un esempio della volontà del legislatore di razionalizzare le competenze, evitando duplicazioni e favorendo un utilizzo più efficiente delle risorse pubbliche.
I firmatari osservano tuttavia che l’attuazione di quella riforma sarebbe rimasta parzialmente incompiuta.
Il riferimento alla componente navale serve a evidenziare una questione più ampia: la necessità che le attribuzioni definite dalla legge trovino piena corrispondenza nell’organizzazione concreta delle attività istituzionali.
La preoccupazione per l’identità professionale dei finanzieri
La comunicazione dedica particolare attenzione anche alle conseguenze che eventuali sovrapposizioni potrebbero avere sul personale.
Secondo USIF, SILF e SIAF, il rischio è che i circa sessantamila appartenenti alla Guardia di Finanza percepiscano un progressivo indebolimento del riconoscimento delle proprie professionalità.
La questione viene quindi rappresentata non soltanto sotto il profilo organizzativo, ma anche in relazione alla dignità professionale, alla motivazione e al senso di appartenenza al Corpo.
Le tre organizzazioni sottolineano come la funzione economico-finanziaria costituisca il nucleo storico della missione istituzionale della Guardia di Finanza.
Per questa ragione, ogni iniziativa che possa incidere su tale ambito richiede, secondo i firmatari, particolare attenzione da parte del Governo.
Le richieste al Governo: chiarezza, verifica e tutela delle competenze
La lettera congiunta individua due richieste centrali.
La prima riguarda una presa di posizione istituzionale chiara, che riaffermi il ruolo della Guardia di Finanza quale Corpo di polizia a competenza generale in materia economico-finanziaria, nel rispetto delle disposizioni legislative vigenti.
La seconda riguarda una verifica approfondita del protocollo sottoscritto tra Arma dei Carabinieri e Agenzia delle Entrate, per accertare che i contenuti dell’accordo non determinino sovrapposizioni, duplicazioni o confusione nelle attribuzioni operative.
Secondo le organizzazioni sindacali, un intervento chiarificatore contribuirebbe anche a evitare incertezze agli occhi dei contribuenti, garantendo una maggiore riconoscibilità delle funzioni svolte dalle diverse istituzioni.
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