Guardia di Finanza Este, caldaia guasta da mesi: SIAF chiede intervento urgente per quattro militari

Este, quattro finanzieri senza un regolare servizio di acqua calda e riscaldamento

Una caldaia che si blocca dopo pochi minuti, talvolta addirittura dopo pochi secondi, interrompendo l’erogazione dell’acqua calda e rendendo difficoltoso anche il riscaldamento degli ambienti.

È la situazione segnalata dal SIAF – Sindacato Italiano Autonomo Finanzieri presso un alloggio di servizio della Compagnia della Guardia di Finanza di Este, in provincia di Padova, dove quattro militari convivono da tempo con un disservizio che compromette le normali condizioni di permanenza nella struttura.

Con una nota del 28 ottobre 2026, indirizzata al Comandante Regionale Veneto della Guardia di Finanza e trasmessa per conoscenza al Comando Interregionale Italia Nord Orientale, al Reparto Tecnico Logistico Amministrativo Veneto e al Comando Provinciale di Padova, il Sindacato chiede un intervento urgente e risolutivo.

La comunicazione, sottoscritta dal Segretario Interregionale Veneto e Trentino-Alto Adige Francesco Paolo Cocca e dal Segretario Generale Nazionale Eliseo Taverna, richiama l’attenzione sulle condizioni di vivibilità dell’alloggio e sulla necessità di superare una criticità già segnalata ripetutamente.

La caldaia si blocca e fare una doccia diventa un problema

L’alloggio interessato si trova al primo piano dello stabile di via L. Scolari 2, a Este, ed è adibito a camerata per quattro militari della Compagnia.

Secondo quanto rappresentato nella nota sindacale, la caldaia installata nell’appartamento presenta un malfunzionamento persistente che impedisce la regolare produzione di acqua calda sanitaria.

Il dispositivo entra sistematicamente in blocco poco dopo l’avvio, interrompendo l’erogazione e rendendo di fatto impossibile agli occupanti utilizzare autonomamente la doccia.

La situazione assume caratteristiche particolarmente problematiche perché, per tentare di mantenere il funzionamento dell’impianto, sarebbe necessaria la presenza di una seconda persona nel locale caldaia, incaricata di riavviare manualmente il dispositivo ogni volta che si arresta.

Una condizione che evidenzia la gravità del disservizio e l’impossibilità di utilizzare normalmente un servizio essenziale.

Anche il riscaldamento non funziona regolarmente

Il problema non riguarda esclusivamente la produzione di acqua calda.

La stessa anomalia si manifesta durante l’utilizzo della caldaia per il riscaldamento degli ambienti, impedendo un funzionamento regolare e continuativo dell’impianto.

Di conseguenza, secondo il SIAF, risulta compromessa la possibilità di mantenere condizioni ambientali adeguate all’interno della camerata.

Una criticità che assume particolare rilevanza con l’avvicinarsi della stagione invernale e il progressivo abbassamento delle temperature.

Per i militari che vivono nell’alloggio, la disponibilità di acqua calda e riscaldamento non rappresenta una semplice comodità, ma una componente essenziale di condizioni abitative dignitose.

Novembre 2025: i tecnici avevano già indicato la sostituzione della caldaia

Uno degli elementi più significativi della segnalazione riguarda la durata della problematica.

Il SIAF ricostruisce infatti una serie di interventi e richieste che dimostrano come il malfunzionamento non sia recente.

Il 3 novembre 2025, a seguito di un sopralluogo, il Consorzio Stabile Energie Locali aveva già riscontrato le criticità dell’impianto, segnalando che la caldaia doveva essere sostituita perché non più riparabile.

Un’indicazione tecnica che, secondo quanto riportato nella comunicazione sindacale, non avrebbe ancora trovato concreta attuazione.

Il problema, quindi, non riguarderebbe soltanto la necessità di individuare la causa del malfunzionamento, ma soprattutto quella di dare seguito a una valutazione tecnica già effettuata.

Giugno e ottobre 2026: richieste di assistenza senza soluzione

La situazione è stata nuovamente rappresentata nei mesi successivi.

Il 24 giugno 2026, un militare della Compagnia ha inoltrato una richiesta di assistenza alla Geomap Italia, classificando l’intervento come urgente in considerazione delle condizioni dell’impianto e delle conseguenze sulla permanenza nell’alloggio.

Non avendo ricevuto riscontro, la richiesta è stata reiterata il 27 ottobre 2026.

Alla data della comunicazione sindacale, non risultava ancora intervenuta una soluzione concreta e definitiva.

La successione delle segnalazioni evidenzia quindi un problema che si protrae da tempo, nonostante le richieste di intervento e l’accertamento tecnico della necessità di sostituire il dispositivo.

Un disservizio che non può essere considerato temporaneo

Secondo il SIAF, il protrarsi della situazione non consente più di qualificare il malfunzionamento come una criticità occasionale.

La ripetizione dei blocchi, l’impossibilità di utilizzare regolarmente la doccia e le difficoltà nel riscaldamento degli ambienti incidono direttamente sulle condizioni di vita del personale.

A rendere ancora più urgente l’intervento è il periodo dell’anno: con l’abbassamento delle temperature, l’assenza di un impianto di riscaldamento affidabile rischia di aggravare ulteriormente il disagio degli occupanti.

La questione riguarda quindi la concreta fruibilità di un alloggio messo a disposizione del personale e la necessità di garantirne condizioni di permanenza adeguate.

La richiesta SIAF: sostituire la caldaia e ripristinare i servizi essenziali

Nella propria comunicazione, il Sindacato chiede al Comandante Regionale Veneto di interessare con la massima urgenza i competenti uffici logistici e amministrativi.

L’obiettivo è disporre un intervento tecnico capace di risolvere definitivamente la problematica.

In particolare, il SIAF chiede che, qualora venga confermata la non riparabilità dell’impianto, si proceda alla sostituzione della caldaia, ripristinando la piena funzionalità sia del riscaldamento sia della produzione di acqua calda sanitaria.

La richiesta punta dunque a superare la logica degli interventi provvisori che non hanno consentito di eliminare stabilmente il malfunzionamento.

Soluzioni temporanee per garantire condizioni dignitose

Il SIAF evidenzia anche la necessità di tutelare immediatamente gli occupanti, senza attendere esclusivamente il completamento dell’intervento definitivo.

Per questo chiede che, nelle more della risoluzione del problema, vengano valutate misure temporanee idonee a garantire condizioni di permanenza dignitose e adeguate.

La nota non individua una specifica soluzione organizzativa, lasciando agli uffici competenti la valutazione degli interventi più appropriati.

Il principio è però preciso: i quattro militari non dovrebbero continuare a subire le conseguenze di un disservizio che si protrae da tempo e che interessa servizi essenziali per la vita quotidiana.

La tutela del personale passa anche dalla qualità degli alloggi

L’intervento del SIAF richiama una dimensione della tutela sindacale che riguarda direttamente la vita dei finanzieri al di fuori dell’orario di servizio.

Le condizioni degli alloggi, la manutenzione degli impianti e la disponibilità dei servizi essenziali incidono sulla qualità della permanenza nelle strutture dell’Amministrazione e sul benessere complessivo del personale.

Per questo la segnalazione non si limita a evidenziare un problema tecnico, ma richiama l’esigenza di assicurare risposte tempestive e concretamente risolutive.

Il Sindacato auspica un sollecito riscontro e un intervento capace di restituire ai quattro militari della Compagnia di Este la piena fruibilità dell’alloggio.

Garantire condizioni abitative dignitose significa riconoscere che la tutela del personale non termina con la fine del servizio, ma comprende anche gli ambienti nei quali i finanzieri vivono e recuperano le energie necessarie per affrontare i propri compiti istituzionali.

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