In queste ore, a seguito della sottoscrizione dell’accordo per il rinnovo del contratto del Comparto Sicurezza e Difesa relativo al triennio 2025-2027, si stanno moltiplicando dichiarazioni e prese di posizione da parte di alcune organizzazioni che hanno scelto di non sottoscrivere l’intesa.
Il SIAF – Sindacato Italiano Autonomo Finanzieri – ritiene doveroso riportare il confronto sul terreno dei fatti, della responsabilità e della concretezza.
«Abbiamo scelto di firmare dopo aver sostenuto fino all’ultimo, con determinazione, la necessità di reperire maggiori risorse economiche», dichiara il Segretario Generale del SIAF, Eliseo Taverna. «Un sindacato serio ha il dovere di ottenere il miglior risultato concretamente possibile, non quello di alimentare aspettative che, nelle condizioni date, non avrebbero trovato alcun riscontro nella realtà.»
«Le risorse disponibili erano ormai definite e nessuna organizzazione sindacale aveva il potere di modificarle. Proseguire il confronto avrebbe significato soltanto rinviare di mesi, se non di anni, l’erogazione degli aumenti stipendiali e degli arretrati spettanti ai colleghi, senza alcuna reale prospettiva di ottenere condizioni economiche migliori. Di fronte a questo scenario abbiamo scelto la strada della responsabilità: garantire subito quanto era concretamente conseguibile e continuare a presidiare i tavoli nei quali si costruiscono le future tutele economiche, previdenziali e normative del personale.»
Tra i risultati più significativi ottenuti nel corso della trattativa, il SIAF richiama l’avvio del percorso sulla previdenza dedicata, tema rimasto sostanzialmente fermo per oltre sei anni e oggi finalmente oggetto di un preciso impegno politico e istituzionale da parte del Governo.
«Sarà proprio su quel tavolo», prosegue Taverna, «che misureremo la credibilità degli impegni assunti. La nostra adesione all’accordo non rappresenta una delega in bianco, ma una fiducia condizionata al rispetto degli impegni presi. Valuteremo il Governo esclusivamente sulla base dei risultati concreti.»
Il SIAF ritiene che il confronto sindacale debba sempre svolgersi nel rispetto reciproco delle diverse posizioni, evitando però che il legittimo dissenso si trasformi in una campagna permanente di propaganda.
«Chi oggi alimenta il malcontento senza indicare soluzioni realisticamente percorribili rischia di trasformare una discussione complessa in una semplice operazione comunicativa. Ancora più grave è utilizzare questa vicenda per raccogliere nuove adesioni facendo leva sulla delusione dei colleghi anziché sulla qualità dei risultati ottenuti. Noi continueremo a fare sindacato assumendoci la responsabilità delle nostre scelte, anche quando sono difficili.»
Il Segretario Generale conclude con un messaggio chiaro:
«La fiducia che abbiamo accordato è una fiducia condizionata. Se entro la fine dell’anno gli impegni assunti dal Governo sulla previdenza dedicata, sul rafforzamento delle risorse e sugli ulteriori punti concordati non troveranno concreta attuazione, il SIAF sarà il primo a promuovere una mobilitazione diffusa, con tutta la determinazione necessaria a tutelare i diritti e la dignità del personale della Guardia di Finanza. Per noi la firma non rappresenta la fine della vertenza, ma l’inizio di una nuova fase di vigilanza, responsabilità e, se necessario, di ferma rivendicazione.»
LEGGI QUI LA RASSEGNA DEL COMUNICATO RIPRESO DA QUOTIDIANI E AGENZIE