La scrivente Organizzazione Sindacale, rappresentativa a livello nazionale del personale del Corpo, con la presente intende sollecitare Codesta Amministrazione a valutare attentamente la proposta di riduzione della durata dell’attuale pausa pranzo, già avanzata ormai da mesi, finalizzata non soltanto al miglioramento e all’ottimizzazione dei processi lavorativi, ma anche ad apportare un notevole benessere del personale.
Tale eventuale scelta, fortemente sentita dalla stragrande maggioranza del personale, permetterebbe di contemperare, da un lato l’ esigenza del personale di poter consumare un pasto caldo, dall’altro la migliore gestione delle difficoltà organizzative che, quotidianamente, incontrano i colleghi e i propri nuclei familiari.
L’attuale contesto sociale e logistico rende necessario porre in essere riflessioni sulle condizioni di lavoro del personale, soprattutto nelle metropoli. La maggior parte dei colleghi, infatti, è costretta a vivere nelle aree periferiche o nei comuni limitrofi, anche a causa dei caro prezzi degli immobili e della congestione del traffico urbano. Tale realtà si traduce in un significativo fenomeno di pendolarismo quotidiano, che già di per sé incide pesantemente sulla qualità della vita e sul tempo libero del Finanziere e dei loro cari.
È fondamentale, pertanto, che l’Amministrazione compia tempestivamente uno sforzo organizzativo al fine di mettere il personale nelle migliori condizioni possibili per affrontare e mitigare le difficoltà suesposte mediante una rivisitazione, ovvero riduzione, della durata della pausa pranzo obbligatoria, con l’intento di favorire una maggiore armonizzazione tra vita lavorativa e privata, ovviamente senza pregiudicare l’efficienza e la qualità del servizio.
La riduzione della pausa pranzo, da un’ora a mezz’ora, infatti, è fortemente auspicata poiché agevola il personale sia presso i Reparti che dispongono di un servizio di mensa interna o allocata in stabili immediatamente adiacenti, sia presso Reparti per i quali è previsto o un regime di
convenzione con esercizi di ristorazione ubicati nelle immediate vicinanze dei luoghi di lavoro o che fruisce del ticket restaurant.
Tale proposta, ovviamente, è contemporaneamente ed espressamente vincolata al mantenimento invariato di tutti gli altri istituti connessi, che ormai si sono consolidati nel tempo all’interno del Corpo, dunque non modificativa di quanto già è allo stato attuale in diritto del personale, ovvero la piena conservazione della flessibilità dell’orario di lavoro, nonché l’irrinunciabile diritto minimo alla pausa per il recupero psico-fisico di 15 minuti, una volta raggiunte le sei ore lavorative, ovviamente con possibilità di rinuncia alla pausa pranzo.
Una tale scelta dell’Amministrazione restituirebbe un significativo beneficio in termini di miglioramento delle condizioni lavorative, coniugandole con una qualità della vita più elevata.
Criticità per il personale del Corpo, nel servizio mensa presso la Questura di Bolzano.
La scrivente Organizzazione Sindacale, nell’esercizio delle proprie prerogative di tutela e valorizzazione del personale del Corpo, intende segnalare che numerosi...










