La scrivente Organizzazione Sindacale, rappresentativa a livello nazionale, nell’esercizio delle prerogative riconosciute dall’ordinamento a tutela del personale del Corpo della Guardia di Finanza, ritiene doveroso rappresentare la necessità di proporre un ampliamento delle sedi riconosciute come disagiate e particolarmente disagiate, ai reparti di seguito elencati:
- Tenenza di Fiera di Primiero;
- Gruppo di Gioia Tauro;
- Scuola Alpina di Predazzo;
- Sez. Op. Navale Lago Maggiore con sede in Cannobio;
- Valico di Zenna a Maccagno con Pino e Vaddasca dove presta servizio la 1° Squadra Operativa Stanziale della Compagnia di Luino;
- Compagnia di Ventimiglia;
- Compagnia e Sez. Op. Navale di Arbatax;
- Stazione SAGF di Madesimo;
- Tenenza di Asiago;
- Tenenza di Favignana;
- Sez. Op. Navale di Roccella Jonica;
- Tenenza di Gran San Bernardo;
- Tenenza di Passo Rolle;
- Tenenza di Volterra;
- Tenenza di Poppi;
- Tenenza di Maratea;
- Compagnia di Tempio Pausania;
- Tenenza di Isili;
- Tenenza di Palau.
Le sopracitate realtà territoriali presentano oggi livelli di criticità, significativamente elevati rispetto al passato, senza che ciò abbia trovato un adeguato riconoscimento nell’attuale circolare inerente alle sedi disagiate e particolarmente disagiate.
Tale situazione determina, tra le altre questioni, un’evidente disparità di trattamento tra il personale ivi impiegato e quello che, invece, nonostante i medesimi fattori di rischio e/o le stesse problematiche di origine ambientale e di welfare, gode dei benefici riconosciuti dalla normativa di diritto interno che attribuisce il criterio di sedi “disagiate e particolarmente disagiate”.
I fattori di particolare disagio e criticità, propri e diversificati tra loro, nonché le pressanti richieste provenienti dal personale che presta servizio nei reparti in parola, tali da indurre la scrivente Organizzazione Sindacale a proporre la rivisitazione delle sedi, sono di seguito riportati:
- presenza di fenomeni di criminalità diffusa o particolarmente incisiva che mina le condizioni sociali aumentano il livello di rischio operativo e la pressione lavorativa sul personale insieme allo stato di preoccupazione di coloro che vivono con le loro famiglie determinate realtà;
- disagi ambientali e territoriali, legati alle specifiche condizioni geografiche e infrastrutturali delle aree interessate, in quanto tali sedi sono spesso collocate in aree montane con conseguenti problematiche scaturite da eventi atmosferici e calamità naturali che inevitabilmente impattano sulla vita lavorativa e non del personale ivi impiegato;
- assenza o grave carenza di servizi essenziali, quali strutture sanitarie adeguate, trasporti pubblici efficienti e altri servizi fondamentali per il personale e le loro famiglie;
- criticità rilevanti in materia di viabilità e collegamenti, che rendono complesso e spesso gravoso il raggiungimento delle sedi di servizio creando quindi nocumento sia sotto l’aspetto organizzativo che economico del personale.
Giova rappresentare come tale intervento risulti necessario, non solo per garantire un corretto riconoscimento delle difficoltà operative e ambientali sostenute dal personale, ma anche per assicurare condizioni di equità e maggiore attenzione alle reali esigenze di chi presta servizio in contesti territoriali particolarmente complessi.
Alla luce di quanto sopra, questa Organizzazione Sindacale ritiene doverosa una implementazione delle sedi disagiate e, per alcune sedi disagiate, il riconoscimento quali particolarmente disagiate.










