Omicidio Diviesti, arresto nelle indagini DIA: SIAF esprime apprezzamento per i finanzieri coinvolti a Bari

Operazione della DIA di Bari, il SIAF esprime apprezzamento per il risultato investigativo

Un importante risultato investigativo nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Francesco Diviesti, il 26enne di Barletta scomparso il 25 aprile 2025 e successivamente ritrovato senza vita in un casolare di Canosa di Puglia.

La Segreteria interregionale SIAF Puglia-Basilicata esprime il proprio apprezzamento per l’operazione condotta dal personale della Direzione Investigativa Antimafia (DIA) del Centro Operativo di Bari, in collaborazione con la Squadra Mobile della Polizia di Stato di Andria.

L’intervento sindacale, contenuto in un comunicato stampa del 6 novembre 2026, sottolinea il valore delle competenze investigative e della professionalità dimostrate dal personale impegnato nell’attività, con particolare riferimento ai militari della Guardia di Finanza coinvolti.

L’arresto del 4 novembre nell’indagine sull’omicidio

Nella mattinata del 4 novembre 2026, il personale della DIA di Bari, in collaborazione con la Squadra Mobile di Andria, ha eseguito l’arresto di Francesco Sassi, 56 anni, originario di Minervino Murge.

Il provvedimento si inserisce nell’attività investigativa relativa all’omicidio di Francesco Diviesti.

Il giovane, 26 anni, originario di Barletta, era scomparso il 25 aprile 2025. Il suo corpo è stato successivamente rinvenuto in un casolare nelle campagne di Canosa di Puglia.

L’arresto rappresenta un ulteriore sviluppo delle indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari.

Le contestazioni e il presunto supporto logistico

Secondo quanto riportato nel comunicato, a Francesco Sassi vengono contestati i reati di concorso in omicidio premeditato, distruzione e occultamento di cadavere e porto illegale di armi da fuoco.

L’ipotesi investigativa è che il 56enne abbia fornito supporto logistico ai tre presunti esecutori materiali del delitto.

Si tratta di Igli Kamberi, 41 anni, cittadino albanese, Antonio Lanotte, 25 anni, e Nicola Dibenedetto, 21 anni, questi ultimi entrambi di Barletta.

I tre erano già stati arrestati nel maggio 2026 nell’ambito della medesima vicenda.

Le responsabilità penali contestate restano naturalmente soggette all’accertamento giudiziario e al principio della presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

Il lavoro investigativo e il coordinamento tra istituzioni

L’attività che ha portato all’arresto si inserisce in un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, con il coinvolgimento del Centro Operativo DIA e della Squadra Mobile della Polizia di Stato di Andria.

La collaborazione tra le diverse articolazioni investigative rappresenta un elemento importante nella ricostruzione di vicende criminali complesse, nelle quali può essere necessario approfondire ruoli, responsabilità e contributi dei diversi soggetti coinvolti.

Il comunicato del SIAF pone l’attenzione proprio sul valore dell’impegno professionale degli investigatori, riconoscendo il contributo delle donne e degli uomini impegnati in attività che richiedono competenze specialistiche, rigore e determinazione.

Il risultato conseguito viene quindi valorizzato non soltanto per la sua rilevanza investigativa, ma anche per il lavoro svolto dal personale coinvolto.

L’apprezzamento del SIAF Puglia-Basilicata

La Segreteria interregionale del SIAF Puglia-Basilicata ha espresso il più vivo apprezzamento per il significativo risultato investigativo raggiunto dal personale del Centro Operativo DIA di Bari.

Particolare riconoscimento viene rivolto ai militari della Guardia di Finanza coinvolti nell’operazione, per il contributo offerto nell’ambito delle attività investigative.

La posizione del Sindacato vuole sottolineare l’importanza di valorizzare le professionalità degli appartenenti al Corpo anche nei contesti investigativi interforze.

Si tratta di attività che richiedono competenza, preparazione, capacità di collaborazione e un costante impegno al servizio della legalità.

Eliseo Taverna: un risultato frutto di professionalità e dedizione

Il Segretario Generale Nazionale del SIAF, Eliseo Taverna, ha evidenziato come il risultato raggiunto sia il frutto di un’attività investigativa complessa e scrupolosa.

Nel comunicato vengono sottolineate le elevate competenze professionali, la grande dedizione e la determinazione dimostrate dal personale impegnato.

Il riconoscimento sindacale pone al centro il valore del lavoro quotidiano degli investigatori, spesso caratterizzato da attività articolate e da un impegno professionale che non sempre trova immediata visibilità pubblica.

La valorizzazione di queste competenze rappresenta un aspetto importante anche per il riconoscimento dell’identità e della professionalità dei finanzieri che operano nell’ambito della Direzione Investigativa Antimafia.

Il valore della professionalità nella lotta alla criminalità

L’operazione condotta a Bari costituisce un’occasione per richiamare l’attenzione sul ruolo delle competenze investigative e della collaborazione istituzionale nell’azione di contrasto alla criminalità.

I risultati di un’indagine complessa richiedono attività di analisi, approfondimento e coordinamento, sviluppate nel rispetto delle competenze delle autorità giudiziarie e degli organismi investigativi coinvolti.

Il SIAF ribadisce, attraverso il proprio comunicato, la volontà di riconoscere il valore del personale che contribuisce concretamente al raggiungimento degli obiettivi istituzionali.

Il SIAF rinnova il riconoscimento agli investigatori

Il comunicato stampa del 6 novembre 2026, sottoscritto dal Segretario Interregionale Puglia-Basilicata Francesco Solitario e dal Segretario Generale Nazionale Eliseo Taverna, esprime la vicinanza e l’apprezzamento dell’organizzazione sindacale nei confronti degli operatori che hanno preso parte all’attività.

Il risultato investigativo viene indicato come testimonianza dell’importanza della preparazione professionale, dell’impegno e della determinazione nel perseguimento degli obiettivi di giustizia.

Riconoscere il lavoro degli investigatori significa valorizzare le competenze e il senso del dovere di chi contribuisce ogni giorno alla tutela della legalità e della sicurezza della collettività.

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