Permessi brevi e frazioni orarie: il SIAF interviene su IntegraWebDoc
Rendere la gestione dei permessi brevi più precisa e aderente all’effettivo periodo di assenza del personale, consentendo di registrare anche frazioni inferiori all’ora.
È questa la richiesta avanzata dal SIAF – Sindacato Italiano Autonomo Finanzieri al Comando Generale della Guardia di Finanza, dopo aver riscontrato una criticità nell’utilizzo dell’applicativo IntegraWebDoc per la presentazione e la gestione delle richieste di permesso breve.
Il problema è essenzialmente tecnico, ma può produrre conseguenze concrete: chi necessita di assentarsi per un periodo inferiore a un’ora, oppure per una durata che non corrisponde a un numero intero di ore, sarebbe attualmente costretto a indicare nell’applicativo una o più ore intere.
Cosa prevede la disciplina sui permessi brevi
Nella nota, il SIAF richiama l’articolo 50 del d.P.R. 31 luglio 1995, n. 395, che disciplina la possibilità per il militare di assentarsi per brevi periodi durante l’orario di lavoro.
La disposizione stabilisce alcuni limiti precisi: il permesso non può avere una durata superiore alla metà dell’orario giornaliero, la fruizione complessiva non può eccedere le 36 ore nell’anno solare e le ore non prestate devono essere recuperate entro il mese successivo, fatta salva la proporzionale decurtazione della retribuzione.
La medesima disciplina è richiamata anche dal Compendio in materia di assenze dal servizio non comportanti variazioni della posizione di stato.
Il punto evidenziato dal SIAF è però un altro: né la disposizione normativa richiamata né il relativo Compendio stabilirebbero che il permesso breve debba necessariamente essere richiesto o contabilizzato esclusivamente per ore intere.
Quando trenta minuti diventano un’ora
È qui che emerge la criticità dell’attuale configurazione informatica.
Se un appartenente al Corpo necessita, ad esempio, di assentarsi per trenta minuti, l’impossibilità di inserire una frazione oraria determina una rappresentazione che rischia di non corrispondere alla durata effettiva dell’assenza.
Secondo il SIAF, quindi, il problema non deriverebbe dalla disciplina sostanziale dell’istituto, ma dalle modalità con cui IntegraWebDoc è configurato.
Un aspetto particolarmente significativo è rappresentato dal fatto che, secondo quanto riportato nella nota sindacale, IP1Web risulterebbe già strutturato per consentire la registrazione delle frazioni orarie. Una circostanza che, per il Sindacato, dimostrerebbe la concreta fattibilità tecnica dell’intervento richiesto.
Una modifica tecnica senza nuovi oneri
La proposta avanzata dal SIAF punta a una soluzione semplice.
Accanto al campo dedicato alle ore, IntegraWebDoc potrebbe prevedere un campo specifico per i minuti, con valori selezionabili – ad esempio – di 00 e 30 minuti, oppure attraverso un intervallo minimo compatibile con le esigenze organizzative del Corpo.
Una seconda soluzione potrebbe consistere nell’introduzione di un unico campo espresso in minuti, lasciando poi al sistema la conversione automatica nel riepilogo delle ore utilizzate e di quelle da recuperare.
L’obiettivo non è modificare i limiti sostanziali previsti per i permessi brevi, ma permettere al sistema informatico di rappresentare con maggiore precisione ciò che avviene concretamente durante il servizio.
Secondo quanto rappresentato dal Sindacato, l’adeguamento potrebbe inoltre essere realizzato senza determinare ulteriori oneri per l’Amministrazione.
Il SIAF chiede l’adeguamento di IntegraWebDoc
Alla luce della criticità riscontrata, il SIAF chiede al Comando Generale di verificare l’attuale configurazione dell’applicativo e, qualora il problema venga confermato, di procedere al suo adeguamento.
La richiesta è quella di consentire l’inserimento delle frazioni orarie, quantomeno di trenta minuti e di un’ora e trenta minuti, così da rendere la registrazione maggiormente aderente alla durata effettiva del permesso fruito.
Una modifica apparentemente circoscritta, ma capace di produrre un risultato concreto nella gestione quotidiana del personale: maggiore precisione, trasparenza e uniformità delle procedure.
Tecnologia e regole devono procedere insieme
La digitalizzazione dei procedimenti amministrativi rappresenta uno strumento importante per semplificare il lavoro, ma l’applicativo utilizzato non dovrebbe introdurre automaticamente limitazioni che non derivano dalla disciplina dell’istituto gestito.
È questo, in sostanza, il principio alla base dell’intervento del SIAF.
Adeguare IntegraWebDoc significherebbe garantire una corrispondenza più fedele tra assenza realmente fruita e assenza registrata nei sistemi informatici del Corpo, mantenendo invariati i limiti previsti dalla normativa e rendendo contemporaneamente più precisa la gestione dei permessi brevi.
Il SIAF auspica pertanto un intervento tempestivo dell’Amministrazione affinché una modifica tecnica possa risolvere una criticità concreta e uniformare le procedure applicate al personale.