SIAF
  • Home
  • Chi siamo
    • Statuto
    • Organigramma
    • Regolamenti Organismi
  • Contatti
    • La struttura SIAF nei territori (Soci Incaricati)
    • Segreteria Generale Nazionale SIAF
  • Amministrazione Trasparente
    • Solidarietà
    • Codice Etico
    • Bilanci annuali
  • Categorie
    • Contratti di lavoro
    • Evoluzione sindacale
    • Giurisprudenza
    • Premio produttività e antievasione
    • Previdenza
    • SIAF sul territorio
    • Convenzioni commerciali e partnership
  • Iscriviti Ora
No Result
View All Result
SIAF
  • Home
  • Chi siamo
    • Statuto
    • Organigramma
    • Regolamenti Organismi
  • Contatti
    • La struttura SIAF nei territori (Soci Incaricati)
    • Segreteria Generale Nazionale SIAF
  • Amministrazione Trasparente
    • Solidarietà
    • Codice Etico
    • Bilanci annuali
  • Categorie
    • Contratti di lavoro
    • Evoluzione sindacale
    • Giurisprudenza
    • Premio produttività e antievasione
    • Previdenza
    • SIAF sul territorio
    • Convenzioni commerciali e partnership
  • Iscriviti Ora
No Result
View All Result
SIAF
No Result
View All Result
Home In evidenza

EDITORIALE DELLA SEGRETERIA GENERALE NAZIONALE SIAF.

Dicembre 21, 2025
in In evidenza, Primo piano
Share on FacebookShare on Twitter

Oltre il limbo della “separatezza vigilata”: per un efficace paradigma del sindacalismo militare nella Guardia di Finanza.

Il percorso di maturazione del sindacalismo militare nel nostro Paese sembra trovarsi oggi, forse prematuramente, dinanzi a un tornante di portata fondamentale, un passaggio che richiede non solo rigore tecnico, ma una visione d’insieme capace di superare possibili timidezze del passato per approdare a una compiuta e rispettosa agibilità democratica, in via di reciprocità, nel rispetto, concreto, dei parametri dettati, trasversalmente, dalla Carta Costituzionale, dal diritto eurounitario e internazionale. La recente pronuncia del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana (n. 941/2025), con la quale si ribalta la sentenza del TAR Palermo che aveva annullato la sospensione dal servizio per la durata di due mesi al Segretario Generale di ITAMIL (APCSM dell’Esercito) pur nel suo pregevole sforzo di ricostruzione storica, parrebbe indugiare eccessivamente su una premessa dottrinale che guarda ancora con una certa “incantata” nostalgia rivolta al vecchio modello della rappresentanza interna, quella stagione della separatezza vigilata in cui il militare era sì cittadino, ma titolare di una libertà collettiva totalmente compressa. Si avverte, tra le pieghe del ragionamento, una narrazione che tende a normalizzare il fenomeno sindacale entro i confini della disciplina gerarchica, rischiando di trasformare il diritto sindacale e i suoi principi fondanti, la dialettica costruttiva e, talvolta, critica, in un “guscio vuoto”, caricando, addirittura, il dirigente sindacale di oneri impropri, quasi fosse chiamato a farsi carico di zavorre che finirebbero per distruggere proprio quello spirito innovativo e proattivo contemplato dalla Consulta con la sentenza n. 120 del 2018, frutto di una visione contemporanea orientata al diritto costituzionale, europeo e internazionale. Esiste il rischio, diretto, concreto e attuale che una simile impostazione finisca per mortificare sul nascere ogni contributo costruttivo e coraggioso del processo di sindacalizzazione, favorendo un clima in cui è fin troppo agevole “disfarsi” di un dirigente ritenuto “scomodo” attraverso l’uso combinato di sanzioni disciplinari e automatismi decadenziali. Come SIAF, sentiamo il dovere di sottolineare che chi viene additato come scomodo spesso si rivela, nel corso della storia istituzionale, un utile visionario capace di anticipare, con riconoscimenti ex post (tristi e improvvidi), le necessità di ammodernamento delle Amministrazioni. È necessario ribadire con estrema chiarezza (benché ci pare ultroneo) che nessun sindacalista ha l’intenzione di mettere in discussione i principi costituzionali, il funzionamento, l’operatività o l’integrità delle Istituzioni; al contrario, lo spirito che anima l’azione sindacale è quello di una risorsa preziosa, votata alla collaborazione proattiva per il miglioramento delle condizioni lavorative del personale e del benessere dei familiari, soprattutto di questi tempi. I sindacalisti non sono nemici, ma interlocutori che agiscono a favore delle donne e degli uomini delle Istituzioni, affinché proprio quei principi democratici, di stampo nazionale, europeo e internazionale, non rimangano soffocati da visioni anacronistiche, disinnestate dalla realtà contemporanea.
In questo scenario, l’analisi all’epoca offerta dalla Segreteria nazionale SIAF, attraverso le riflessioni del nostro Segretario Generale Eliseo Taverna e il supporto dottrinale del Professor Lambertucci (clicca qui e rivedi), acquisisce un valore sistematico. L’applicazione della legge n. 46 del 2022 ha introdotto un’alchimia giuridica discutibile: un controllo pubblicistico invasivo sugli statuti, con verifiche ministeriali e poteri di vigilanza che si spingono fino alla revoca dell’autorizzazione. Se lo Stato sceglie di esercitare un tale potere di ingerenza, allora deve necessariamente completare il disegno tracciato dall’articolo 39 della Costituzione, attribuendo alle associazioni sindacali militari la piena personalità giuridica, con quanto ne consegue, in ogni altro ambito e prerogativa. Affermare che tertium non datur significa pretendere che il sindacato militare sia messo in condizione di operare con la medesima dignità e autonomia delle altre organizzazioni dei lavoratori, uscendo finalmente da quel limbo fatto di esigibilità teorica e scarsa fruibilità pratica, pur nel rispetto dei ruoli e dell’efficienza dell’organizzazione (che nessuno, si ribadisce, si sogna di mettere in discussione). Il controllo ministeriale, se scivola nel merito dell’organizzazione interna o nella durata dei mandati, smette di essere un presidio di trasparenza per diventare una violazione dei principi sanciti, fra l’altro, dalla Costituzione, dalla CEDU, dalla Convenzione OIL n. 87 e dalla Carta Sociale Europea.
In questo dibattito, ci sia consentito affermare, come la posizione della Guardia di Finanza assume una centralità indiscussa e peculiare. È bene ricordare che la decisione del CGARS (che si rispetta ma, senz’altro, può e deve commentarsi) si innesta su una vicenda riguardante un dirigente di una Forza armata, ma rappresenta un pericoloso precedente, nonostante la Guardia di Finanza non può essere considerata fortunatamente come la quinta Forza armata dello Stato. Sotto il profilo ontologico, infatti, la Guardia di Finanza è un Corpo che, seppur militarmente organizzato per ragioni storiche e di efficienza operativa, non ha mai ambito a trasformarsi in una componente strutturale dello strumento militare propriamente detto (salvo motivate e documentate smentite). Al contrario, la storia del Corpo è segnata da ripetuti e significativi tentativi di smilitarizzazione da parte di movimenti, tesi a riallineare l’Istituzione a quanto già avviene nei principali partner europei. La nostra missione prevalente ed esclusiva di Polizia Economico-Finanziaria impone una riflessione seria: la veste militare deve esplicarsi in un modello organizzativo e in un supporto funzionale e non può tradursi in una zavorra giuridica, che limiti i diritti sindacali in virtù di scenari di impiego lontani dalla realtà quotidiana dei nostri reparti. Più profondamente, la Guardia di Finanza possiede una fisionomia e una “genetica” istituzionale che rispecchiano fedelmente il panorama della vita contemporanea: una struttura flessibile, duttile e adattabile alle rapide evoluzioni del mercato, della tecnologia e delle minacce finanziarie globali, oggi più che mai. La Guardia di Finanza e i suoi Finanzieri devono essere dinamici e pronti al cambiamento, esattamente come la società contemporanea richiede a gran voce a chiunque eserciti funzioni di garanzia e controllo economico-finanziario. Questa natura intrinsecamente proattiva potrebbe essere, per definizione, inconciliabile con la rigidità dogmatica di regole e norme mutuate dalla Difesa e dalle Forze Armate, pensate per contesti statici o puramente bellici, soprattutto qualora tali concetti venissero esasperati. In questi giorni si respira già l’aria di rincorse, da parte dei Generali di Corpo d’Armata del Corpo, per ricoprire la carica di Comandante Generale, atteso che prima dell’estate scadrà il mandato all’attuale in carica.
Colui che verrà scelto dal Governo avrà necessariamente il delicato compito di superare logiche conservatrici e puntare su un processo di innovazione dell’istituzione, slegandosi da revisionismi del passato e dimostrando attenzione concreta e non solo a parole, all’evoluzione sindacale che serve al personale del Corpo e alla stessa istituzione per essere più forte e autorevole nel panorama politico e sociale. Non bisogna dimenticare che le norme e il diritto stesso sono organismi vivi, altrettanto duttili e modificabili in base ai tempi e alle vicende della società: indugiare in visioni “nostalgiche”, ancorate a un passato remoto, comporta il grave rischio di slegare le Istituzioni dalla realtà contemporanea. La Guardia di Finanza, per sua stessa missione, non può che essere indissolubilmente connessa alla realtà sociale ed economica per analizzare e sviscerare ogni dettaglio utile al benessere finanziario non solo dello Stato Italiano, ma dell’intera Unione Europea e dello scenario internazionale, contesti in cui l’utilità e l’eccellenza del Corpo sono unanimemente riconosciute.
Pur manifestando la massima vicinanza e solidarietà, rivendichiamo l’identità ontologica del Finanziere, indissolubilmente legata alla sua funzione di Polizia economico-finanziaria alle dirette dipendenze del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Occorre inoltre rimarcare che, dal 2016, la Guardia di Finanza riveste il ruolo di Autorità di Pubblica Sicurezza esclusiva in mare (Polizia del mare), dipendendo funzionalmente dal Ministero dell’Interno esattamente come la Polizia di Stato lo è sulle terre emerse. Tale specularità non è solo operativa, ma assume una valenza giuridica dirimente: se la Polizia di Stato opera “felicemente” sotto un ordinamento civile, pur svolgendo funzioni identiche alle nostre nel medesimo comparto sicurezza, potrebbe risultare anacronistico e sproporzionato invocare la “militarità” per comprimere i diritti sindacali dei finanzieri impegnati a mare e in terra in compiti di ordine pubblico e polizia giudiziaria. Questa “doppia anima” istituzionale ci colloca in una posizione di speculare vicinanza alla Polizia di Stato e ci allontana dagli scenari puramente “bellici” che potrebbero giustificare – con ogni riserva e riflessione – restrizioni più severe.
Sotto questo profilo, emerge con forza il rischio di condotte datoriali che, dissimulate dietro la discrezionalità amministrativa, mirino a rimuovere rappresentanti legittimamente eletti. La devoluzione esclusiva al Giudice Amministrativo, anziché al naturale Giudice del Lavoro, costituisce un ulteriore disincentivo, non solo per gli ingenti costi di giustizia, ma anche per il rischio di un organo giudicante spesso più orientato verso una difesa erariale e talvolta composto anche da figure provenienti dai medesimi vertici delle Amministrazioni datoriali del comparto difesa e sicurezza. Le leggi della Difesa e il Codice dell’ordinamento militare, a una poco più attenta lettura, si applicano alla Guardia di Finanza esclusivamente in via di stretta compatibilità ed espressi richiami (ius positum), rispettando quel tertium genus organizzativo che è garanzia di efficienza per lo Stato e tutela per il personale.
Nell’occasione, il SIAF intende farsi interprete di questa transizione, denunciando ancora una volta come soglie di rappresentatività calcolate sulla forza effettiva totale e non sulla forza sindacalizzata rischino di atrofizzare le associazioni relegandole a una sorta di dopolavoro sindacale. Dare un contributo proattivo alla storia significa oggi avere il coraggio di affermare che il benessere del personale e la solidità delle Istituzioni sono due facce della stessa medaglia democratica.
Le sentenze si rispettano sempre, ma è proprio nel commentarle in modo costruttivo che si esercita quel pensiero critico (senz’altro continente e rispettoso) necessario alla salute di ogni democrazia. Come in ogni autentico percorso di vita, anche le vicende del sindacalismo militare debbono essere vissute direttamente e persino sofferte, offrendo ogni contributo utile al progresso comune, attraverso ogni mezzo pacifico e lecito di manifestazione libera del pensiero e, se necessario, rivolgendosi nuovamente alla Consulta e alla Magistratura sovranazionale; la nostra missione rimane quella di contribuire a costruire nuovi paradigmi capaci di generare una vera evoluzione di pensiero e azione, a presidio della dignità del personale, della serenità delle famiglie e della stessa forza delle Istituzioni interessate, e, quindi, dello Stato stesso, specialmente in uno scenario economico e sociale globale così mutevole.

Clicca qui e scarica la versione PDF


Tags: Guardia di FinanzaSIAFsiafinanzieriSindacatoSindacato Guardia di Finanzatutela del personale

Articoli Simili

In evidenza

Lavaggio e manutenzione dei Dispositivi di Protezione Individuale e degli indumenti operativi alla luce dell’Ordinanza della Corte di Cassazione del 27 marzo 2025.

Gennaio 8, 2026

La scrivente Organizzazione Sindacale, con la presente intende sottoporre alla Vostra accurata attenzione una tematica di particolare rilevanza emersa a...

In evidenza

Ricorso SIAF, stragiudiziale e giudiziale, sull’indennità di compensazione art. 54 DPR 164/2002

Gennaio 7, 2026

La scrivente Organizzazione Sindacale, alla luce della massiva partecipazione del personale del Corpo, al ricorso inerente alla mancata corresponsione dell’indennità...

Next Post

Applicazione uniforme dei criteri previsti dalla circolare n. 207860/2021 del 26 luglio2021 in materia di ricompense per lodevole comportamento e particolare rendimento in servizio.

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Recommended

Applicazione uniforme dei criteri previsti dalla circolare n. 207860/2021 del 26 luglio2021 in materia di ricompense per lodevole comportamento e particolare rendimento in servizio.

Gennaio 7, 2026

Migliorate le condizioni della Polizza Assicurativa RCT Capofamiglia Unipol gratuita per gli iscritti al SIAF.

Dicembre 17, 2025

Lavaggio e manutenzione dei Dispositivi di Protezione Individuale e degli indumenti operativi alla luce dell’Ordinanza della Corte di Cassazione del 27 marzo 2025.

Gennaio 8, 2026

Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Dotazioni vestiario.

Dicembre 15, 2025

Lavaggio e manutenzione dei Dispositivi di Protezione Individuale e degli indumenti operativi alla luce dell’Ordinanza della Corte di Cassazione del 27 marzo 2025.

Gennaio 8, 2026

Ricorso SIAF, stragiudiziale e giudiziale, sull’indennità di compensazione art. 54 DPR 164/2002

Gennaio 7, 2026

Applicazione uniforme dei criteri previsti dalla circolare n. 207860/2021 del 26 luglio2021 in materia di ricompense per lodevole comportamento e particolare rendimento in servizio.

Gennaio 7, 2026

EDITORIALE DELLA SEGRETERIA GENERALE NAZIONALE SIAF.

Dicembre 21, 2025
Facebook Youtube Telegram Instagram Twitter
Siaf

SIAF - Sindacato Italiano Autonomo Finanzieri
Corso Federico II n.72
Secondo piano - interno 1
67100 L’Aquila
Codice Fiscale: 93118240667
Mail segreterianazionale@siafinanzieri.it
PEC: segreterianazionale@pec.siafinanzieri.it
Cell. 3292605371

I riferimenti

Cookie Policy

Privacy Policy

© 2024 - SIAF

No Result
View All Result
  • Home
  • Chi siamo
    • Regolamenti Organismi
    • Organigramma
    • Statuto
  • Contatti
    • La struttura SIAF nei territori (Soci Incaricati)
    • Segreteria Generale Nazionale SIAF
  • Amministrazione trasparente
    • Solidarietà
    • Codice Etico
    • Bilanci annuali
  • Categorie
    • Contratti di lavoro
    • Evoluzione sindacale
    • Giurisprudenza
    • Premio produttività e antievasione
    • Previdenza
    • SIAF sul territorio
    • Convenzioni commerciali e partnership
  • Iscriviti Ora

© 2024 - SIAF