Contratto: dopo l’incontro con i vertici GdF il SIAF conferma una scelta responsabile

Il NO del SIAF alla firma del contratto non nasce da una posizione di chiusura, né da un atteggiamento pregiudiziale. È, al contrario, una scelta ponderata, responsabile e coerente, maturata alla luce dell’esito degli ultimi incontri e della valutazione complessiva dei contenuti oggi posti all’attenzione delle organizzazioni sindacali.
Per il SIAF, allo stato attuale, non sussistono le condizioni per esprimere un assenso su un impianto contrattuale che, soprattutto sotto il profilo economico e previdenziale, non appare adeguato alle reali esigenze del personale della Guardia di Finanza e dei loro familiari, sui quali l’attuale scenario riflette un impatto significativo e non più sostenibile.
Il costo della vita, la perdita di potere d’acquisto, il valore della funzione svolta quotidianamente dai finanzieri e le prospettive previdenziali future impongono risposte concrete, misurabili e realmente esigibili, poiché ogni carenza si traduce inevitabilmente in un sacrificio per l’intero nucleo familiare. Non possono bastare impegni generici, promesse future o dichiarazioni di principio.
Per questa ragione, non riteniamo accettabile che il Governo chieda oggi una firma fondata su prospettive non ancora definite. In questa fase, tale impostazione non è credibile, non è soddisfacente e non offre garanzie sufficienti a chi ogni giorno serve il Paese con dedizione, sacrificio e senso dello Stato, né alle famiglie che ne condividono quotidianamente i pesi e le incertezze.
Anche l’incontro con i vertici della Guardia di Finanza, tenutosi nella mattinata odierna, seppur apprezzato e conclusosi con l’impegno del Comandante Generale ad avviare un dialogo urgente con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, al momento non ha fornito ulteriori elementi utili a modificare la valutazione del SIAF.
Accanto agli aspetti economici e previdenziali, restano inoltre aperte questioni sindacali di rilevante importanza. Il SIAF ritiene indispensabile rafforzare concretamente il ruolo delle organizzazioni sindacali, affinché possano incidere in modo più efficace non solo nella contrattazione, ma anche sulle tematiche lavorative che riguardano la quotidianità dei finanzieri.
La rappresentanza sindacale deve poter diventare uno strumento reale di tutela, proposta e partecipazione, capace di tradurre le istanze e le esigenze del personale in soluzioni concrete.
Per queste ragioni, il NO del SIAF è un atto di responsabilità verso tutti i finanzieri e i loro familiari. È una scelta assunta con serietà, rispetto istituzionale e piena consapevolezza, a tutela della dignità economica, previdenziale, professionale e della serenità familiare del personale della Guardia di Finanza.
Firmare oggi, a queste condizioni, significherebbe avallare un percorso ancora insufficiente e molto incerto. Dire NO, in questa fase, significa invece continuare a chiedere un contratto e relazioni sindacali più giuste, più credibili e più rispettose del valore professionale dei finanzieri.