Il SIAF – Sindacato Italiano Autonomo Finanzieri – interviene con un comunicato stampa a seguito della sentenza n. 120/2026 della Corte Costituzionale, relativa al cosiddetto “Decreto Cutro”, sottolineando il valore istituzionale della pronuncia e la necessità di una riflessione ampia sulla tutela del personale della Guardia di Finanza.
Secondo il SIAF, la decisione della Consulta segna un passaggio importante, poiché conferma la legittimità del severo trattamento sanzionatorio previsto per il reato di morte o lesioni come conseguenza delle attività di traffico di migranti. In tale quadro, viene individuata con chiarezza la responsabilità primaria dei trafficanti e degli scafisti, quali reali artefici delle tragedie che si consumano in mare.
Il comunicato evidenzia il ruolo strategico della Guardia di Finanza quale Polizia del Mare, impegnata quotidianamente in scenari complessi, imprevedibili e spesso caratterizzati da condizioni ambientali proibitive. Un servizio specialistico che si inserisce nel più ampio impegno di tutte le componenti del Corpo, a tutela della legalità, della sicurezza e degli interessi economico-finanziari nazionali, europei e internazionali.
Il SIAF richiama inoltre l’esigenza di proteggere la serenità operativa dei Finanzieri, evitando sovrapposizioni o incertezze interpretative che possano incidere sull’operato di chi svolge il proprio mandato istituzionale con professionalità, responsabilità e spirito di servizio.
Nel rispetto dei percorsi di accertamento della Magistratura, l’Organizzazione Sindacale chiede che la fermezza dimostrata nei confronti della criminalità si traduca in una reale e concreta tutela economica, legale e normativa per tutto il personale della Guardia di Finanza, con attenzione anche ai riflessi che tali vicende possono avere sulle famiglie degli operatori.
Una presa di posizione chiara, a tutela della dignità dei Finanzieri, della Polizia del Mare e di tutte le specialità del Corpo.
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