I recenti approfondimenti mandati in onda dai media nazionali sulla complessa vicenda del naufragio di Cutro hanno riportato al centro dell’attenzione pubblica un tema che il SIAF non ha mai smesso di seguire con attenzione e responsabilità. Lo diciamo con chiarezza fin da questa prima riga: il Sindacato Italiano Autonomo Finanzieri non entra e non intende entrare nel merito degli accertamenti giudiziari tuttora in corso, né esprime alcuna valutazione sul contenuto delle testimonianze rese o sulle responsabilità, individuali o di sistema, che la Magistratura è chiamata ad accertare in piena autonomia e nel pieno rispetto del contraddittorio. Proprio per questo la nostra voce si concentra, come sempre, su ciò che compete a un’organizzazione sindacale: le condizioni lavorative dei Colleghi che prestano servizio in mare, la certezza delle regole d’ingaggio e la tutela della persona.
Il SIAF ha già avuto modo di esprimersi con nettezza su questi temi, da ultimo in occasione della pronuncia della Corte Costituzionale sul cosiddetto Decreto Cutro[1], quando abbiamo ribadito come la responsabilità primaria delle tragedie che si consumano in mare risieda soltanto in chi organizza e lucra sui traffici di esseri umani, e giammai in chi, con la divisa addosso, è chiamato a intervenire in condizioni spesso proibitive. È una linea che non cambia e che oggi confermiamo, insieme all’impegno costante a difesa del Comparto aeronavale che i nostri interventi istituzionali documentano nel tempo.
Chi conosce il mare sa benissimo che le missioni di pattugliamento e soccorso non sono mai semplice routine. I nostri equipaggi operano in contesti ambientali spesso durissimi, sostenuti da uno spirito di servizio e da una preparazione tecnica che il Paese riconosce alla Guardia di Finanza quale Polizia del Mare. La conoscenza diretta dell’elemento liquido, la capacità di valutare i rischi in pochi secondi e la perizia nelle manovre in condizioni estreme costituiscono un patrimonio professionale che merita di essere sempre valorizzato e posto al centro di ogni tavolo di coordinamento, nazionale e internazionale.
Guardiamo alla cooperazione con le Agenzie europee, a partire da Frontex, come a una scelta necessaria e irrinunciabile per la protezione dei confini comuni. Non ha alcun senso alimentare polemiche tra istituzioni che condividono lo stesso obiettivo. Ciò che il SIAF chiede con forza, e continuerà a chiedere, è che i flussi di comunicazione, le prassi operative e i protocolli d’intesa siano sempre più chiari, tempestivi e tracciabili, affinché ogni segnalazione trovi un riscontro immediato e condiviso, senza che il peso di eventuali criticità sistemiche ricada mai su chi opera sul campo con lealtà e competenza. Riteniamo fondamentale che la prontezza di giudizio e la lettura tempestiva delle situazioni di pericolo da parte dei nostri equipaggi continuino a rappresentare un patrimonio informativo di primario valore, da valorizzare pienamente in tutte le fasi di confronto e raccordo procedurale.
Ma la priorità assoluta del SIAF resta la persona: il Finanziere e la sua famiglia. Assistere da vicino a tragedie umane di questa portata lascia segni che non si sfilano insieme alla divisa. Le usure psicologiche, lo stress di interventi drammatici, il peso emotivo di certe giornate si riflettono inevitabilmente sulla vita familiare, su affetti, coniugi e figli. Garantire sicurezza ai Colleghi non significa soltanto dotarli di mezzi moderni e direttive chiare: significa anche costruire un sistema di supporto permanente e non emergenziale, rafforzare le misure di benessere organizzativo e logistico, adottare protocolli di tutela trasversale, calibrati sulle specificità del servizio e soccorso in mare.
Il SIAF continuerà a fare la propria parte con la consueta serietà, quale interlocutore proattivo e determinato nei confronti dell’Amministrazione e delle Istituzioni. Non ci interessano le polemiche del momento né i “processi mediatici” paralleli a quelli che la giustizia sta legittimamente conducendo. Il nostro unico obiettivo resta far sì che la professionalità dei Finanzieri del mare sia accompagnata dal rispetto, da tutele concrete e dalla certezza di non essere mai lasciati soli, né durante il servizio né oltre banchina.
[1] https://www.siafinanzieri.it/2026/07/06/sentenza-cutro-il-siaf-chiede-piena-tutela-per-finanzieri-polizia-del-mare-e-famiglie