Mobilità in Veneto, SIAF chiede più posti per valorizzare personale, famiglie e professionalità nei Reparti

Mobilità intraprovinciale, il SIAF interviene sul Piano degli impieghi in Veneto

Ampliare le opportunità di mobilità per il personale della Guardia di Finanza in servizio nella Regione Veneto, integrando i posti disponibili attraverso il Piano degli impieghi “intraprovinciale per bandi”.

È la richiesta avanzata dal SIAF – Sindacato Italiano Autonomo Finanzieri al Comando Regionale Veneto, dopo le segnalazioni ricevute da personale iscritto e non iscritto.

La questione si inserisce in un contesto che il Sindacato descrive come particolarmente complesso: i Reparti strategici del Nord Italia soffrono di una carenza cronica e strutturale di personale e il Veneto, territorio di particolare rilevanza per l’economia nazionale e per il presidio della legalità economico-finanziaria, non rappresenta un’eccezione.

Secondo quanto evidenziato nella nota, il sotto-organico finisce per incidere non soltanto sull’organizzazione e sulla qualità del servizio, ma anche sul benessere psicofisico del personale e sul clima organizzativo degli ambienti di lavoro.

Pendolarismo: costi e difficoltà per le famiglie

Il Piano degli impieghi intraprovinciale rappresenta uno strumento particolarmente importante perché può rispondere a diverse esigenze manifestate dal personale.

Una delle principali riguarda il pendolarismo.

Negli ultimi anni, sottolinea il SIAF, gli spostamenti quotidiani hanno assunto un peso economico crescente, incidendo direttamente sui bilanci familiari.

A questo si aggiungono le caratteristiche geografiche di diverse province venete, la cui estensione territoriale può rendere difficoltoso raggiungere la sede di servizio anche quando questa si trova all’interno della stessa provincia di residenza.

Tempi e costi degli spostamenti possono quindi riflettersi anche sull’organizzazione e sulla gestione quotidiana dei nuclei familiari.

Cambiare Reparto significa anche crescere professionalmente

La mobilità non riguarda però soltanto la distanza tra casa e luogo di lavoro.

Per il SIAF, un cambio di Reparto può rappresentare anche un’opportunità di crescita professionale e di diversificazione delle competenze.

Consentire una maggiore movimentazione significa offrire al personale la possibilità di maturare esperienze differenti e, allo stesso tempo, favorire il necessario turn-over nei contesti caratterizzati da una maggiore usura psicofisica.

Proprio per queste ragioni il Piano intraprovinciale viene considerato uno strumento importante per conciliare le esigenze organizzative dell’Amministrazione con quelle professionali e personali dei finanzieri.

Pochi posti anche nei Reparti con carenze

È sul numero delle posizioni messe a disposizione che si concentra la principale criticità rappresentata dal Sindacato.

Secondo il SIAF, nel Piano non verrebbero infatti bandite sufficienti posizioni utili presso Reparti di grandi dimensioni che presentano una conclamata carenza di personale.

Una situazione resa ancora più significativa dal fatto che tali carenze vengono periodicamente compensate attraverso l’assegnazione di personale proveniente dai corsi di formazione.

Nella nota viene riportato un esempio concreto: nell’allegato 2 alla nota n. 354104 del 23 settembre risultano quattro posti presso il Nucleo PEF di Venezia, di cui due destinati agli Ispettori e due agli Appuntati/Finanzieri, mentre presso il Nucleo PEF di Verona risulta un posto per la categoria Sovrintendenti.

Per il Sindacato, una disponibilità così limitata rischia di rendere residuale proprio lo strumento della mobilità intraprovinciale.

Una mobilità rimasta sospesa per anni

A rendere la situazione ancora più delicata è la storia recente del Piano.

Il SIAF ricorda che la mobilità intraprovinciale in Veneto era stata sospesa nel 2020, durante la situazione emergenziale di quel periodo, per garantire i presidi territoriali.

Il Piano annuale è stato ripristinato soltanto lo scorso anno.

Ciò significa che, per un lungo periodo, il personale in servizio in Veneto non ha avuto la possibilità di accedere alla mobilità ordinaria intraprovinciale, diversamente da quanto avvenuto nella maggior parte delle altre Regioni.

Il Sindacato evidenzia quindi come, per il secondo anno consecutivo dal ripristino, il numero delle posizioni disponibili continui a non favorire una significativa movimentazione del personale nella quasi totalità delle province.

Da dieci a oltre quindici anni di servizio

La lunga sospensione ha prodotto effetti particolarmente significativi per alcuni finanzieri.

La nota richiama il caso del personale che, prima della sospensione del 2020, non aveva ancora maturato il requisito minimo di dieci anni di anzianità di servizio necessario per partecipare alla procedura.

Oggi alcuni di quei finanzieri avrebbero ormai raggiunto oltre 15-16 anni di servizio, senza essere ancora riusciti a ottenere il trasferimento desiderato all’interno della provincia.

Un dato che rende evidente quanto la questione della mobilità locale possa incidere nel lungo periodo sulla vita professionale e personale degli appartenenti al Corpo.

La proposta SIAF: integrare i posti disponibili

Il SIAF non si limita a evidenziare la criticità, ma indica anche una possibile soluzione.

In vista della prossima assegnazione ai Reparti di Finanzieri e Ispettori provenienti dai corsi di formazione iniziale, il Sindacato chiede al Comando Regionale Veneto di valutare un’integrazione dei posti disponibili nel Piano intraprovinciale.

L’attenzione dovrebbe essere rivolta, in particolare, ai Reparti caratterizzati da una conclamata carenza di personale e che saranno interessati dall’arrivo di nuove risorse provenienti dagli istituti di istruzione.

L’obiettivo è utilizzare le nuove assegnazioni anche come occasione per creare maggiori possibilità di mobilità per chi presta servizio da molti anni nei Reparti del Veneto.

Conciliare esigenze operative e aspettative del personale

La richiesta avanzata dal SIAF punta quindi a individuare un equilibrio tra le necessità operative dell’Amministrazione e le legittime aspettative di chi, da anni, presta servizio con impegno e sacrificio nei Reparti dipendenti dal Comando Regionale Veneto.

Una maggiore disponibilità di posti potrebbe contribuire a ridurre il pendolarismo, migliorare la gestione familiare, favorire la crescita professionale e garantire un più efficace turn-over nei contesti maggiormente gravosi.

Il Sindacato ha confermato la propria disponibilità a fornire ulteriori elementi e chiarimenti, confidando in un esame attento della segnalazione e nella possibilità di ampliare concretamente le opportunità offerte dal Piano.

Clicca qui per visionare il documento inviato.