La scrivente Organizzazione Sindacale nell’ambito delle prerogative sindacali che ne legittimano le azioni a tutela del personale del Corpo, vuole segnalare le criticità riscontrate nella concreta applicazione del principio di bilinguismo all’interno dei reparti operanti in Alto Adige. La tutela del bilinguismo costituisce uno dei pilastri dell’assetto autonomistico della Provincia di Bolzano e rappresenta un elemento imprescindibile per il corretto funzionamento della pubblica amministrazione sul territorio. Tale principio assume una rilevanza particolarmente significativa per il Corpo, in considerazione delle peculiari funzioni di polizia economico-finanziaria svolte nella provincia di Bolzano, ove l’effettiva conoscenza delle lingue italiana e tedesca non costituisce soltanto un requisito formale, ma uno strumento operativo essenziale.
Il personale in possesso di una conoscenza adeguata della lingua tedesca risulta infatti ancora insufficiente rispetto alle concrete esigenze operative dei reparti, con ripercussioni dirette sull’efficacia del servizio. Nel dettaglio, la scrivente Organizzazione Sindacale registra numerose segnalazioni da parte del personale iscritto e non, circa le difficoltà che si riscontrano durante le attività di verifica fiscale nelle quali la mancata piena comprensione della documentazione contabile ed extracontrabile in lingua tedesca inciderebbe sull’efficacia dell’azione ispettiva. Inoltre, durante le operazioni di polizia giudiziaria è indispensabile un’agile conoscenza della lingua nelle attività di ricerca documentale, per comprendere i dialoghi tra tutti gli intervenuti durante le perquisizioni, nell’esecuzione di intercettazioni telefoniche al fine di ottenere efficienti risultati di servizio.
Nonostante la Guardia di Finanza abbia già avviato concreti interventi volti a contenere tali criticità, introducendo corsi di tedesco periodici per il personale dislocato in Alto Adige e, a partire dal 2026, sono state altresì introdotte procedure concorsuali locali riservate a candidati in possesso del diploma di bilinguismo, tali azioni risultano essere non ancora sufficiente a colmare le carenze esistenti né ad incentivare adeguatamente il personale già in servizio a migliorare il proprio livello di competenza linguistica.
Attualmente, l’indennità di bilinguismo viene corrisposta sulla base del livello minimo richiesto per l’accesso, anche qualora il dipendente sia in possesso o abbia successivamente conseguito una certificazione di livello superiore.
Al fine di rafforzare concretamente il bilinguismo nella Guardia di Finanza e valorizzare le professionalità già presenti, si propone l’introduzione di un meccanismo premiale analogo a quello già adottato dalla Provincia autonoma di Bolzano e dalla Regione Trentino-Alto Adige per il proprio personale.
Tale impostazione, oltre a trovare già concreta applicazione nel pubblico impiego locale, risulta altresì coerente con il consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità in materia di indennità di bilinguismo, che ha costantemente affermato la necessità di commisurare il relativo trattamento economico al livello di competenza linguistica effettivamente certificato e posseduto dal dipendente, e non alla sola funzione ricoperta.
Come accennato, nel pubblico impiego locale, invece, la contrattazione collettiva ha già valorizzato tale maggiore qualificazione, prevedendo la corresponsione dell’indennità commisurata al livello effettivamente posseduto, anche se superiore a quello richiesto per l’assunzione. Tale sistema consente di valorizzare concretamente le competenze linguistiche acquisite, incentivare il personale al miglioramento continuo, aumentare progressivamente la disponibilità di operatori con competenze linguistiche elevate e migliorare l’efficienza operativa dei reparti.
Alla luce delle criticità evidenziate e delle esigenze operative dei reparti impiegati in Alto Adige, si ritiene opportuno promuovere anche per il personale del Corpo un sistema di valorizzazione economica del bilinguismo che premi il livello di competenza linguistica effettivamente conseguito, e non soltanto quello minimo richiesto per l’accesso.
Una simile misura, oltre a rappresentare un equo riconoscimento delle professionalità acquisite, costituirebbe un incentivo concreto al miglioramento linguistico del personale, con evidenti ricadute positive sull’efficienza del servizio e sulla piena tutela dei diritti linguistici sanciti
dall’ordinamento.
Richiesta di incontro in merito all’organizzazione e programmazione dei permessi negli Istituti di formazione del Corpo ed ai tempi di comunicazione agli allievi.
La scrivente Organizzazione Sindacale, rappresentativa a livello nazionale del personale del Corpo, nell’esercizio delle proprie funzioni di tutela e rappresentanza...











