La scrivente Organizzazione Sindacale, nell’esercizio delle prerogative di tutela del personale con la presente porta all’attenzione di Codesto Comando Generale le numerose segnalazioni pervenute – in particolare da militari impiegati presso Reparti territoriali operanti nelle aree metropolitane delle grandi città e nelle zone provinciali circostanti – concernenti criticità applicative e, in diversi casi, nel mancato rispetto o interpretazioni distorsive delle disposizioni contenute nella circolare recante “Disposizioni in materia di orario di lavoro”.
Tali condotte stanno determinando ricadute significative sul benessere psico-fisico del personale, oltre a produrre effetti organizzativi ed economici non coerenti con i principi di razionalizzazione e corretta pianificazione richiamati dalla stessa direttiva.
- Richiamo ai principi regolatori della circolare
La circolare in argomento, in un quadro normativo che richiama anche principi costituzionali e norme di settore, definisce in modo puntuale:
- la distinzione tra orario programmato, orario giornaliero, orario d’obbligo settimanale, straordinario, nonché la disciplina di pausa pranzo/recupero psico-fisico e “adeguata pausa”;
- l’articolazione dei moduli organizzativi su 5 o 6 giorni, le competenze dei Comandanti nella proposta/approvazione e nella pianificazione dell’orario, con una programmazione che – per l’ordinario – deve essere definita con cadenza almeno semestrale e con indicazioni di controllo e verifica;
- la necessità di assicurare un impiego equilibrato e coerente con le esigenze di servizio, evitando interpretazioni “fantasiose” non in linea con lo spirito della direttiva;
- il rispetto del riposo tra due turni e, per i servizi continuativi, il diritto a un riposo minimo giornaliero, richiamato nella circolare anche attraverso i riferimenti normativi previsti.
- Criticità segnalate (casistiche ricorrenti)
Dalle segnalazioni raccolte emergono, con ricorrenza, le seguenti fattispecie:
- Stravolgimento della settimana in corso
Viene riferita una continua rimodulazione “in corsa” della settimana già pianificata, spesso con preavvisi ridottissimi, non sempre sorretta da reali e documentabili esigenze di servizio. Tale prassi contrasta con l’impostazione della circolare, che insiste sulla programmazione, sulla coerenza dei moduli e su una gestione responsabile ed equilibrata dell’orario.
- Impiego “anomalo” dei moduli 5 giorni e generazione di straordinario
È stato rappresentato che militari inseriti in modulo programmato su 5 giorni vengono frequentemente impiegati anche di sabato, mentre altri militari in programmazione su 6 giorni usufruirebbero in modo sistematico, nelle medesime giornate, di licenze/recuperi/riposi.
Ne derivano:
- aggravi organizzativi e percezione di iniquità;
- ore di straordinario non necessarie e dunque oneri aggiuntivi per l’Amministrazione, che potrebbero essere senz’altro evitati con una pianificazione coerente e con un uso corretto dei moduli.
- Turni 18/24 con reimpiego alle 08:00 del giorno successivo
Sono state segnalate situazioni di impiego in turno 18/24 con successiva convocazione/impiego dalle ore 08:00 del giorno seguente, senza un intervallo di riposo effettivo conforme ai principi richiamati nella circolare (riposo minimo tra due turni e tutela del recupero psico-fisico).
Tali prassi, oltre a incidere direttamente sulla salute e sulla sicurezza operativa, espongono anche a rischi di errore, calo di attenzione e infortuni.
- Servizi “117”: impiego di personale non specializzato e depotenziamento dei Nuclei MobiliTerritoriali
È stato inoltre evidenziato il pericolo (operativo e professionale) di impiegare personale non adeguatamente specializzato/preparato in servizi “117”, che – secondo quanto rappresentato – dovrebbero essere prioritariamente affidati alla componente dei Nuclei Mobili Territoriali.
Al contrario, i citati Nuclei risulterebbero sempre più spesso destinati ad attività investigative non più in modo estemporaneo o marginale, bensì continuativo, con conseguente scopertura/indebolimento della funzione primaria e ricadute sull’efficienza complessiva del dispositivo territoriale.
- Richieste del SIAF
Alla luce di quanto sopra, la scrivente Organizzazione Sindacale chiede l’emanazione di indirizzi applicativi e misure di verifica, al fine di assicurare un’applicazione uniforme della circolare e prevenire prassi difformi.
In particolare si richiede:
- Richiamo formale ai Comandanti di Reparto sulla necessità di rispettare pianificazione, moduli organizzativi e criteri di impiego, limitando le variazioni “in corso d’opera” ai soli casi realmente eccezionali e motivati, con adeguata tracciabilità.
- Verifica ispettiva/monitoraggio (anche a campione) nei Reparti maggiormente interessati dalle segnalazioni, con focus su:
- impieghi in sesta giornata del personale in modulo 5 giorni; o ricorso allo straordinario evitabile;
- rispetto dei riposi tra turni e del recupero psico-fisico;
- corretta gestione delle assenze (licenze/riposi/recuperi) in rapporto all’orario programmato.
- Ribadire la priorità di impiego del personale specializzato per i servizi “117”, nonché la necessità di preservare la funzione primaria dei Nuclei Mobili Territoriali, evitando distacchi continuativi su attività investigative tali da snaturarne stabilmente l’impiego.
- Prevedere – ove necessario – un tavolo tecnico con le Organizzazioni Sindacali per condividere criteri organizzativi omogenei, indicatori di criticità e buone prassi, nell’interesse del servizio e della tutela del personale.
- Verifica ispettiva/monitoraggio (anche a campione) nei Reparti maggiormente interessati dalle segnalazioni, con focus su:
- Conclusioni
Il SIAF confida in un sollecito intervento, affinché le disposizioni sulla materia dell’orario di lavoro – concepite per coniugare efficacia del servizio e tutela del personale – trovino puntuale, uniforme e coerente applicazione, evitando letture o prassi che, di fatto, comprimono il recupero psicofisico, generano disfunzioni e incrementano costi non necessari.
Certi della consueta attenzione e della tempestività che la peculiare tematica richiede, si resta in attesa di un tempestivo intervento da parte di Codesto Comando Generale.











