Disapplicazioni/errate interpretazioni della circolare 289086/017 “Disposizioni in materia di orario di lavoro”.

La scrivente Organizzazione Sindacale, nell’esercizio delle prerogative di tutela del personale con la presente porta all’attenzione di Codesto Comando Generale le numerose segnalazioni pervenute – in particolare da militari impiegati presso Reparti territoriali operanti nelle aree metropolitane delle grandi città e nelle zone provinciali circostanti – concernenti criticità applicative e, in diversi casi, nel mancato rispetto o interpretazioni distorsive delle disposizioni contenute nella circolare recante “Disposizioni in materia di orario di lavoro”. 

Tali condotte stanno determinando ricadute significative sul benessere psico-fisico del personale, oltre a produrre effetti organizzativi ed economici non coerenti con i principi di razionalizzazione e corretta pianificazione richiamati dalla stessa direttiva.

  • Richiamo ai principi regolatori della circolare

La circolare in argomento, in un quadro normativo che richiama anche principi costituzionali e norme di settore, definisce in modo puntuale:

  • la distinzione tra orario programmato, orario giornaliero, orario d’obbligo settimanale, straordinario, nonché la disciplina di pausa pranzo/recupero psico-fisico e “adeguata pausa”;
    • l’articolazione dei moduli organizzativi su 5 o 6 giorni, le competenze dei Comandanti nella proposta/approvazione e nella pianificazione dell’orario, con una programmazione che – per l’ordinario – deve essere definita con cadenza almeno semestrale e con indicazioni di controllo e verifica;
    • la necessità di assicurare un impiego equilibrato e coerente con le esigenze di servizio, evitando interpretazioni “fantasiose”  non in linea con lo spirito della direttiva;
    • il rispetto del riposo tra due turni e, per i servizi continuativi, il diritto a un riposo minimo giornaliero, richiamato nella circolare anche attraverso i riferimenti normativi previsti.
  • Criticità segnalate (casistiche ricorrenti)

Dalle segnalazioni raccolte emergono, con ricorrenza, le seguenti fattispecie:

  1. Stravolgimento della settimana in corso

Viene riferita una continua rimodulazione “in corsa” della settimana già pianificata, spesso con preavvisi ridottissimi, non sempre sorretta da reali e documentabili esigenze di servizio. Tale prassi contrasta con l’impostazione della circolare, che insiste sulla programmazione, sulla coerenza dei moduli e su una gestione responsabile ed equilibrata dell’orario. 

  • Impiego “anomalo” dei moduli 5 giorni e generazione di straordinario

È stato rappresentato che militari inseriti in modulo programmato su 5 giorni vengono frequentemente impiegati anche di sabato, mentre altri militari in programmazione su 6 giorni usufruirebbero in modo sistematico, nelle medesime giornate, di licenze/recuperi/riposi.

Ne derivano:

  • aggravi organizzativi e percezione di iniquità;
    • ore di straordinario non necessarie e dunque oneri aggiuntivi per l’Amministrazione, che potrebbero essere senz’altro evitati con una pianificazione coerente e con un uso corretto dei moduli. 
  • Turni 18/24 con reimpiego alle 08:00 del giorno successivo

Sono state segnalate situazioni di impiego in turno 18/24 con successiva convocazione/impiego dalle ore 08:00 del giorno seguente, senza un intervallo di riposo effettivo conforme ai principi richiamati nella circolare (riposo minimo tra due turni e tutela del recupero psico-fisico).

Tali prassi, oltre a incidere direttamente sulla salute e sulla sicurezza operativa, espongono anche a rischi di errore, calo di attenzione e infortuni. 

  • Servizi “117”: impiego di personale non specializzato e depotenziamento dei Nuclei MobiliTerritoriali

È stato inoltre evidenziato il pericolo (operativo e professionale) di impiegare personale non adeguatamente specializzato/preparato in servizi “117”, che – secondo quanto rappresentato – dovrebbero essere prioritariamente affidati alla componente dei Nuclei Mobili Territoriali.

Al contrario, i citati Nuclei risulterebbero sempre più spesso destinati ad attività investigative non più in modo estemporaneo o marginale, bensì continuativo, con conseguente scopertura/indebolimento della funzione primaria e ricadute sull’efficienza complessiva del dispositivo territoriale. 

  • Richieste del SIAF

Alla luce di quanto sopra, la scrivente Organizzazione Sindacale chiede  l’emanazione di indirizzi applicativi e misure di verifica, al fine di assicurare un’applicazione uniforme della circolare e prevenire prassi difformi.

In particolare si richiede:

  • Richiamo formale ai Comandanti di Reparto sulla necessità di rispettare pianificazione, moduli organizzativi e criteri di impiego, limitando le variazioni “in corso d’opera” ai soli casi realmente eccezionali e motivati, con adeguata tracciabilità.
    • Verifica ispettiva/monitoraggio (anche a campione) nei Reparti maggiormente interessati dalle segnalazioni, con focus su:
      • impieghi in sesta giornata del personale in modulo 5 giorni; o ricorso allo straordinario evitabile;
      • rispetto dei riposi tra turni e del recupero psico-fisico;
      • corretta gestione delle assenze (licenze/riposi/recuperi) in rapporto all’orario programmato. 
    • Ribadire la priorità di impiego del personale specializzato per i servizi “117”, nonché la necessità di preservare la funzione primaria dei Nuclei Mobili Territoriali, evitando distacchi continuativi su attività investigative tali da snaturarne stabilmente l’impiego.
    • Prevedere – ove necessario – un tavolo tecnico con le Organizzazioni Sindacali per condividere criteri organizzativi omogenei, indicatori di criticità e buone prassi, nell’interesse del servizio e della tutela del personale.
  • Conclusioni

Il SIAF confida in un sollecito intervento, affinché le disposizioni sulla materia dell’orario di lavoro – concepite per coniugare efficacia del servizio e tutela del personale – trovino puntuale, uniforme e coerente applicazione, evitando letture o prassi che, di fatto, comprimono il recupero psicofisico, generano disfunzioni e incrementano costi non necessari. 

Certi della consueta attenzione e della tempestività che la peculiare tematica richiede, si resta in attesa di un tempestivo intervento da parte di Codesto Comando Generale.

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