La scrivente Organizzazione Sindacale a seguito delle continue segnalazioni ricevute dal personale iscritto e non, intende riaffermare con forza come l’attuale sistema di valutazione per il mantenimento della specializzazione A t . P . I . risulti, ormai, inadeguato e penalizzante per il
personale con maggiore anzianità di servizio.
Criticità, che circa un anno fa, la scrivente ha già riportato all’interno di un suo documento, corroborato da numerosi studi in ambito medico-sportivo, che confermano l’impatto fisiologicamente negativo che l’avanzare dell’età ha sulla capacità aerobica e muscolare, rendendo quindi il mantenimento di certi parametri fisici una missione davvero complicata e, per alcuni versi, anche contro natura.
In questi giorni la scrivente O.S. è stata interessata da diverse chiamate da parte di personale At.P.I., con un’esperienza straordinaria e con tantissimi anni in attività nel comparto che, nonostante la sua buona volontà e impegno, non ha superato i test attuali.
Nonostante la specialità del comparto e la necessità di avere comunque personale idoneo allo svolgimento di una così delicata mansione, la considerazione che la scrivente intende evidenziare nuovamente è che il comparto At.P.I. non può permettersi di perdere professionalità in
cui si sintetizzano esperienza e senso di appartenenza, quali valori intrinsechi nel basco verde.
Non bisogna, inoltre, dimenticare quanto sia necessario affiancare personale At.P.I. “più esperto”, ai “giovani specializzati”, in quanto ciò garantisce sicuramente una trasmissione di competenze, capacità operative, tattiche e gestionali che, diversamente, sarebbero gravemente compromesse.
Il personale più “anziano”, infatti, costituisce una guida essenziale per i giovani operatori, facilitandone l’integrazione nelle dinamiche quotidiane, poiché è in grado di affrontare situazioni critiche con maggiore lucidità e consapevolezza, grazie alle esperienze acquisite sul campo, ma
soprattutto è in grado di contribuire all’innalzamento dei livelli di sicurezza e professionalità dell’intero comparto, limitando gli errori operativi, il più delle volte, dettati proprio dall’inesperienza.
La mancanza di un’accurata, ed alquanto necessaria, rivisitazione dei parametri di valutazione per il mantenimento della specializzazione At.P.I, con il fine di adattarli e parametrarli all’età, si sta traducendo in una dannosa dispersione di figure altamente specializzate, con un conseguente
impatto negativo su tutto il comparto At.P.I, nonché sulla sicurezza ed efficienza operativa dei reparti.
Alla luce di quanto detto, è ormai imprescindibile un’urgente rivisitazione/adeguamento dei parametri di valutazione per il mantenimento della Specializzazione Antiterrorismo Pronto Impiego che, di contro, richiede l’introduzione di requisiti parametrati all’età del militare, senza andare a discapito in alcun modo dell’efficienza del servizio. Non è ipotizzabile, anche tenendo conto del tipo di impiego a cui poi realmente sono adibiti e di una valutazione da effettuare secondo criteri dinamici e progressivi legati anche all’invecchiamento anagrafico e/o biologico, che appartenenti al Corpo di 50-55 anni siano sottoposti ad accertamenti fisici con gli stessi parametri previsti per il personale di 20-30 anni.
Nelle migliori intenzioni della scrivente Organizzazione Sindacale, ben conscia della peculiarità delle attività svolte dal personale ATPI, non risiede certo l’idea di mantenere in un impiego coloro che hanno perduto completamente i requisiti o le condizioni fisiche per permanervi, ma semplicemente rendere meno rigidi e afflittivi i test confermativi che si effettuano nel corso degli anni, parametrandoli all’età posseduta.
Urgenza di uniformità applicativa nel sistema di welfare interno: superamento delle disfunzioni interpretative di norme contrattuali.
La scrivente Organizzazione Sindacale, intende sottoporre all’attenzione di Codesto Comando Generale alcune criticità emerse a seguito di un’attenta analisi delle...










