la scrivente O.S. ritiene doveroso alla S.V. una ferma riflessione in merito alle dinamiche relazionali manifestatesi, ancora una volta, in occasione della cerimonia inaugurale di “L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026”, svoltasi in data odierna presso l’Auditorium della Scuola Ispettori e
Sovrintendenti.
L’esclusione delle Organizzazioni Sindacali della Guardia di Finanza da un evento di tale portata ospitato in quella che è una delle “case” dei Finanzieri, nobilitato dalla presenza del Capo dello Stato e del Ministro dell’Economia e delle Finanze – impone una censura che va oltre la semplice deplorazione di un mancato invito. È necessario chiarire, con estrema fermezza e nel pieno esercizio della nostra libertà di espressione, che questo Sindacato non intende in alcun modo “elemosinare” la partecipazione a cerimonie o eventi di rappresentanza; al contrario, si intende stigmatizzare l’assenza di quella naturale e logica sensibilità istituzionale che dovrebbe sovraintendere alla gestione delle relazioni sindacali moderne e proficue.
A nulla rileva che il Corpo abbia concesso l’utilizzo dell’Auditorium della Scuola Ispettori al Comune dell’Aquila e che gli inviti siano stati gestiti da quest’ultimo, poiché così come si ha avuto l’accortezza di fornire i nomi delle Autorità di Vertice e dei Comandanti e Ufficiali a livello territoriale da invitare, allo stesso modo si poteva e doveva procedere per le Organizzazioni Sindacali della Guardia di Finanza che rappresentano il personale.
Il coinvolgimento delle Organizzazioni Sindacali non è un atto di cortesia discrezionale, ma un imperativo categorico, deontologico e istituzionale. Il Sindacato rappresenta oggi non solo i Colleghi in servizio, ma agisce, di fatto, come garante di un ecosistema sociale che abbraccia le famiglie del personale e, in ultima analisi, il prestigio e la salvaguardia del Corpo stesso. Ignorare la rappresentanza dei lavoratori in un contesto di massimo rilievo istituzionale significa, nei fatti, disconoscere quella realtà giuridica e sociale che la sentenza n. 120/2018 della Corte Costituzionale ha definitivamente posto a fondamento di un nuovo corso.
Il processo di cambiamento culturale, benché avviato da anni, sembra ancora scontare resistenze o incomprensibili miopie che non trovano più alcuna giustificazione. Risulta anacronistico che, mentre si celebrano i valori della cultura e della partecipazione democratica, si scelga di relegare nell’ombra le Organizzazioni Sindacali della Guardia di Finanza, quasi fossero un elemento estraneo o superfluo alla vita dell’Amministrazione. Al contrario, la soggettività sindacale è un paradigma di modernità che deve essere tenuto in debita considerazione, sempre e ovunque si tratti il prestigio e l’Istituzione della Guardia di Finanza.
Confidiamo che questa nota venga accolta come “un richiamo” alla responsabilità e al rispetto dei ruoli e delle corrette relazioni sindacali. Chi coltiva visioni nostalgiche di un’Amministrazione autoreferenziale deve rassegnarsi a una realtà in cui le Organizzazioni Sindacali sono una
componente inalienabile e paritaria del tessuto istituzionale.
Pregiatissimo Comandante Generale, la scrivente Organizzazione Sindacale non tollererà ulteriori marginalizzazioni che offendano la dignità della funzione rappresentativa dei finanzieri, riservandosi di adottare ogni legittima iniziativa volta a garantire che il ruolo del Sindacato sia rispettato con la dovuta costanza, senza eccezione alcuna e con la massima fermezza e incisività, ma sempre con il garbo e l’educazione, che vi sono ben note, nonché con l’amore di sempre verso l’Istituzione della quale facciamo parte.
Urgenza di uniformità applicativa nel sistema di welfare interno: superamento delle disfunzioni interpretative di norme contrattuali.
La scrivente Organizzazione Sindacale, intende sottoporre all’attenzione di Codesto Comando Generale alcune criticità emerse a seguito di un’attenta analisi delle...










