Preg.mi,
la scrivente Organizzazione Sindacale, a seguito di dettagliate e circostanziate segnalazioni pervenute ritiene indispensabile porre in rilievo le serie problematiche che interessano i luoghi di lavoro dei militari in servizio presso i varchi doganali del Porto di Napoli. Nello specifico, il personale si trova a operare all’interno di moduli abitativi/container che appaiono superati, realizzati con strutture non più idonee alle odierne necessità operative. Tali strutture risultano vetuste e presentano un evidente stato di degrado strutturale con spazi interni non sufficienti a garantire standard ergonomici adeguati per permanenze prolungate e l’uso delle necessarie apparecchiature, evidenziando anche una carenza sia nell’illuminazione naturale sia in quella artificiale. Inoltre, i militari comandati presso i varchi doganali sono quotidianamente esposti a livelli di smog, polveri sottili (PM10, PM2.5) e altri inquinanti atmosferici con tutti i rischi connessi. Tale situazione, oltre a costituire una potenziale grave minaccia per la salute del personale, in quanto aumenta in modo significativo il rischio di patologie respiratorie, cardiovascolari e altre malattie
professionali, impone un urgente e serio riesame delle condizioni e dei tempi d’impiego, nonché di un’adeguata fornitura di DPI, alla luce della normativa che presiede alla tutela della sicurezza e salute sui luoghi di lavoro.
Oltre alle serie situazioni precedentemente indicate, è doveroso segnalare ulteriori e non meno rilevanti criticità presenti in diversi altri luoghi di lavoro all’interno del porto di Napoli. Ci si riferisce in particolare:
- al “varco “Bausan”, dove il modulo/container in uso, oltre a versare in uno stato di grave fatiscenza strutturale, è posto al di sopra del piano stradale, costituendo, in tal modo, un potenziale rischio di caduta per gli operatori costretti a continui spostamenti per l’espletamento del servizio. Tale postazione, insieme al varco Sant’Erasmo, necessitano di idonee “pensiline” che in caso di condizioni climatiche avverse possano permettere il controllo visivo dell’arrivo dei container in transito;
- al varco “Carmine”, per il quale la scrivente O.S. ha già segnalato la presenza di ratti provenienti dall’area di cantiere adiacente e ricadente nel Parco della Mariella. Presso tale varco, i colleghi sono posti in una postazione di servizio sfavorevole, sia sotto l’aspetto operativo e funzionale, sia di sicurezza individuale, in quanto trattasi di un accesso pedonale, anche se l’accesso e i previsti controlli, in entrata e in uscita, sono esperiti già da altri due varchi.
Un’ulteriore situazione altrettanto preoccupante riguarda la caserma “Denza” presso la quale, oltre a registrare l’avaria dell’ascensore, si constata una notevole presenza di polvere di farina e di guano. La stessa, infatti, come noto, è ubicata nelle immediate adiacenze dei citati silos e questa
localizzazione comporta che i militari che vi prestano servizio inalino, loro malgrado, le polveri di farina derivanti dalla lavorazione dei cereali e debbano fronteggiare l’eccessiva presenza di guano. Il guano, oltre a rappresentare un serio rischio igienico-sanitario, è anche causa di deterioramento delle autovetture, sia private che dell’Amministrazione parcheggiate, dal momento che si tratta di una sostanza altamente acida che provoca danni alle carrozzerie. Dalle segnalazioni ricevute emerge che l’eccessiva presenza di guano è imputabile all’elevato numero di volatili nell’area antistante l’immobile, in quanto i piccioni sono attratti dai residui di cereali e farina che cadono dai camion, dato che questi ultimi non sempre utilizzano i teli di copertura prescritti o, talvolta, li applicano solo dopo essere usciti dai citati silos.
Le condizioni qui descritte hanno un impatto negativo sul benessere psicofisico del personale, sulla continuità del servizio, sui livelli di efficienza operativa nelle attività di controllo doganale e sull’immagine stessa dell’Amministrazione nel contesto portuale. Per quanto esposto, si auspicano mirati sopralluoghi tecnici da parte degli Enti competenti per materia (Autorità Portuale, A.R.P.A.C., ecc.) che possano valutare la possibilità di realizzare interventi risolutivi per le problematiche evidenziate. È doveroso sottolineare che, nonostante la situazione descritta, il personale del Corpo dimostra un impegno individuale eccellente e uno spirito di squadra straordinario, continuando a svolgere al meglio le proprie mansioni; ciononostante, non è possibile in alcun modo giustificare ulteriori ritardi per interventi urgenti e indifferibili. Il SIAF, pertanto, chiede con determinazione un intervento sinergico, risolutivo e tempestivo, che superi le logiche dell’emergenza e persegua una soluzione strutturale e duratura. È di fondamentale importanza che l’Amministrazione, promuovendo ogni azione possibile, si attivi immediatamente insieme agli Enti competenti (Autorità Portuale, A.R.P.A.C., ecc.) per garantire un’adeguata tutela degli ambienti di lavoro del personale del Corpo, assicurando condizioni conformi ai migliori standard di settore.










