Pregiatissimi,
il Sindacato Italiano Autonomo Finanzieri, a seguito delle dettagliate e circostanziate segnalazioni pervenute, ravvisa la necessità improrogabile di portare alla Vostra attenzione lo stato di degrado strutturale e logistico che caratterizza i luoghi di lavoro del personale del Corpo, in servizio presso la Sezione Operativa Navale di Marina di Carrara.
La prima problematica concerne la Caserma “Emilio Rossi”, sede della Sezione Operativa Navale di cui trattasi. Questo immobile demaniale versa in uno stato di grave fatiscenza strutturale, aggravata, peraltro, dall’alluvione del novembre 2014, quando la struttura fu interessata da un allagamento di circa 1,40 metri. Oltretutto, essendo la caserma situata al di sotto del livello stradale, l’assorbimento di acqua e l’accumulo di umidità sono diventati un problema “cronico” che, a distanza di anni, rende l’ambiente malsano e inidoneo al permanere h24.
Per quanto ci consta, nonostante siano stati effettuati sopralluoghi tecnici, carotaggi, etc. da parte degli Enti territorialmente competenti materia (Agenzia del Demanio, Provveditorato alle OO.PP.) e, parrebbe, siano stati stanziati fondi dedicati, non risultano ancora interventi risolutivi della problematica evidenziata.
Si segnalano, in particolare, un generale ammaloramento murario e strutturale, la presenza di elementi interni rotti o cadenti, evidenti segni di danni che reclamano interventi di profonda manutenzione straordinaria, risanamento conservativo e/o ristrutturazione. I servizi igienici sono insufficienti, poiché è presente un solo bagno dotato di doccia, inoltre mancano le docce nel bagno femminile e si registra l’assenza di porte divisorie in un ulteriore servizio igienico. Le camere ai piani superiori, inoltre, versano in condizioni degradanti.
È doveroso sottolineare come, nonostante la situazione descritta, si registri un impegno individuale eccezionale e uno spirito di squadra straordinario da parte di tutto il personale, a partire dal Comandante, poiché lo stesso svolge sempre al meglio il proprio lavoro, tuttavia ciò non può essere motivo giustificativo per ritardi o differimenti dei lavori che risultano urgenti e doverosi da parte dell’Amministrazione o di Enti terzi competenti, attraverso l’azione sinergica finalizzata a risanare un cespite demaniale, semplicemente affidato in uso governativo al Corpo.
È fondamentale che le risorse stanziate si concretizzino immediatamente in lavori di ripristino per garantire la salubrità degli ambienti, con ogni iniziativa a ciò diretta.
La situazione è altrettanto preoccupante nell’area degli Ormeggi delle Unità navali del reparto, ove il personale si trova a dover operare in un modulo abitativo/container fatiscente, risalente e vetusto, all’epoca fornito dall’Autorità Portuale. Tra l’altro, anche qui, si riferiscono condizioni precarie, poiché l’unico bagno esistente, in uso promiscuo (senza distinzione di genere) è dotato di una doccia ormai inagibile che sarebbe importante e auspicabile ripristinare (considerate le particolari mansioni espletate); manca, attualmente, l’acqua calda.
Il servizio di vigilanza, inoltre, svolto h24 dal personale del Corpo (diversamente da quello di altre Amministrazioni), vive il modulo in maniera continuativa e opera costantemente in un’area portuale interessata, da più di un anno, da un cantiere di ampliamento, con notevole presenza di camion, cemento e polveri, esponendosi-a potenziali rischi per la salute.
Tale situazione è aggravata dalla cronica carenza del parco auto di servizio, che obbliga i militari a l’utilizzare Il proprio veicola personale per coprire la distanza (circa 1 km) tra la caserma, sede del reparto, e gli ormeggi, esponendo i mezzi privati a sporco e potenziali danni (es. forature da detriti di marmo, etc.).
A fronte di ciò, a scopo puramente informativo e proattivo, si segnala che la struttura dei Piloti portuali è stata celermente sostituita, a cura dell’Autorità Portuale, con un moderno e dignitoso modulo a due piani e posizionata immediatamente fuori dall’attuale area di cantiere, mentre le analoghe promesse fatte per un ricollocamento o riqualificazione non hanno avuto ancora seguito, con la naturale conseguenza che il personale continua a operare in condizioni di oggettivo disagio e insalubrità ambientale.
Il SIAF, pertanto. chiede con la dovuta determinazione, un intervento sinergico, risolutivo e tempestivo che superi le logiche dell’emergenza e si orienti verso una soluzione definitiva e strutturale. È determinante che l’Amministrazione, promuovendo ogni azione possibile, agisca immediatamente, assieme agli Enti competenti (Agenzia del Demanio, Provveditorato alle OO.PP., Autorità Portuale, etc.), per meglio tutelare gli ambienti di lavoro del personale del Corpo interessato, assicurando contesti conformi ai migliori standard normativi.
In attesa di un cortese e celere cenno di riscontro e dell’indicazione delle tempistiche per l’attuazione dei lavori che si intendano adottare, si coglie l’occasione per porgere distinti saluti.










