Pregiatissimi,
la scrivente Organizzazione Sindacale, nelle sue prerogative di tutela e rappresentanza del personale del Corpo, con la presente intende portare all’attenzione alcune criticità, segnalate da numerosi propri iscritti, in merito alla selezione ed alla rotazione del personale per la missione in Albania.
Da diverse segnalazioni ricevute, confermate anche da una più ampia rilevazione a livello nazionale, infatti, è stato evidenziato come la partecipazione a tale missione risulti essere ricorrente per alcuni colleghi e preclusa finora, invece, ad altri aventi comunque i requisiti richiesti,
nonostante la personale candidatura volontaria.
Tale condizione è venuta a crearsi verosimilmente in relazione alle modalità di comunicazione dei singoli nominativi del personale, per le aliquote giustamente richieste nei limiti quantitativi necessari, senza la possibilità per i comandanti dei vari Reparti/articolazioni AT-PI di formare un bacino di personale specializzato, al quale poter attingere per ogni periodo di missione.
La conseguenza, quindi, è di una reiterata assegnazione, sempre ai medesimi, di diversi periodi di missione, generando da un lato non pochi disagi anche dal punto di vista personale e familiare per quei colleghi in missione e, dall’altro, precludendo a chi non è potuto rientrare nelle aliquote iniziali richieste, la possibilità di essere selezionati e di poter, di conseguenza, partecipare al particolare servizio in territorio estero, anche per acquisire un’ulteriore esperienza professionale preziosa, che avrebbe contribuito ad arricchire il loro bagaglio operativo.
Nel rispetto dei principi di equità e rotazione nelle attività, pertanto, e come sta già accadendo in altre realtà a livello nazionale, la scrivente organizzazione Sindacale chiede la rivisitazione dei criteri di selezione e di rotazione nell’impiego del personale destinato alla missione in Albania da applicare in tutte le Regioni.
L’adozione di un sistema che preveda una più ampia rotazione del personale, pertanto, consentirebbe di distribuire il carico di lavoro e, quindi, gli impegni operativi in modo più equo, nonché offrire a un numero maggiore di colleghi l’opportunità di partecipare a missioni gradite, che peraltro accrescano la loro professionalità, con la fisiologica conseguenza di evitare sgradevoli e perniciosi malcontenti che potrebbero potenzialmente minare la serenità del clima organizzativo degli ambienti lavorativi.
La scrivente Organizzazione Sindacale, certa di un tempestivo intervento al riguardo, resta a disposizione per un eventuale confronto, ove necessario anche con i dirigenti di questa Organizzazione Sindacale appartenenti all’Area Sviluppo – Coordinamento Nazionale ATPI, per fornire ulteriori elementi di dettaglio utili a una risoluzione proficua di tali problematiche.
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